Venerdì, Settembre 21, 2018

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AFFARI LEGALI: Quali sono gli effetti prodotti da un negozio simulato?Nel precedente articolo si è parlato di simulazione di un negozio giuridico, chiarendone il significato ed operando una distinzione tra quella che si definisce assoluta e quella che invece è detta relativa.

Proprio in forza del fatto che l'atto simulato non sia realmente voluto dai contraenti, l'art. 1414 c.c. stabilisce che non produca effetti tra le parti; ciò significa che nell'ipotesi, ad esempio, in cui vi sia simulazione assoluta nell'ambito di una compravendita immobiliare, l'apparente compratore non diverrà proprietario né avrà l'obbligazione di pagare il prezzo pattuito.

Se invece si è di fronte ad una simulazione relativa, tra le parti si produrranno gli effetti del differente contratto che in realtà le stesse intendevano concludere, a condizione che sia lecito e ne sussistano i requisiti di sostanza, oltreché di forma.

A tal proposito, costante giurisprudenza ha puntualizzato come il concetto di liceità dell'atto dissimulato - ossia quello cui si voleva dare effettivamente concretizzazione – sia dissociato dalla liceità della simulazione vera e propria.

In poche parole, se un terreno viene alienato ad un prezzo reale di Euro centomila, ma allo scopo di frodare il fisco viene dichiarata la somma inferiore di Euro cinquantamila, la simulazione si configura quale atto illecito, però la compravendita al prezzo voluto è assolutamente lecita.

Gli organi giudicanti hanno altresì chiarito che la ragione per la quale le parti si siano determinate a dar luogo ad una simulazione – cosiddetta causa simulandi – sia irrilevante ai fini della pronuncia di accertamento della simulazione medesima.

Quanto ai rapporti con i terzi, è ovvio che a questi ultimi sia sempre concesso di far valere, nei confronti delle parti, la realtà nascosta dal negozio simulato: in questo modo è data la possibilità al creditore, per esempio, di aggredire anche i beni che dal suo debitore sono stati falsamente venduti o donati ad altri soggetti per sfuggire alle proprie obbligazioni.

Per ciò che riguarda infine i diritti acquistati dal terzo in buona fede, la legge prevede che siano salvi malgrado derivino da un atto che a suo tempo è stato simulato; per riprendere l'esempio poc'anzi fatto, se viene simulata una compravendita immobiliare e l'apparente compratore in un secondo momento cede a sua volta l'appartamento ad un terzo ignaro di tutto, quest'ultimo negozio stipulato non potrà che considerarsi perfettamente efficace.

La simulazione, lo si sottolinea, si distingue sia dal negozio indiretto, sia da quello fiduciario, di cui nel prosieguo si avrà modo di disquisire.

 

Roberta Romeo

Studio legale EGIDI

Via Lomellina n. 31 - Milano -

Tel. 02.28381582

 

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