Sabato, Maggio 26, 2018

la voce

babbo natale giustiziaCi siamo appena lasciati il 25 dicembre alle spalle, occasione in cui è quasi d'obbligo sentirsi un po' più buoni e trascorrere del tempo con parenti e amici stretti.

Ma questo prolungato periodo di ponti e festività non porta sempre con sé gioia e spensieratezza, anzi non è affatto inconsueto che proprio sotto Natale ne succedano di tutti i colori, e lo sa bene la Cassazione, che si è trovata nel corso degli anni ad emettere sentenze dal tenore pressoché assurdo.

Ha destato un certo stupore, ad esempio, la pronuncia n. 42653 del 2010 riguardante il contegno tenuto da un individuo che si era spinto ad affiggere nella bacheca aziendale una lettera rivolta ad un altro lavoratore e dal contenuto “singolare”; invero, senza scadere nella volgarità ma con un sottile sarcasmo in grado di offendere chiunque possedesse un briciolo di dignità, il soggetto in questione aveva candidamente fatto notare come il destinatario di tale missiva non potesse sperare che all'interno della società vi fossero Babbi Natale o Befane che facessero regali a gente come lui.

Sia chiaro, l'autore della lettera era stato all'epoca condannato per diffamazione perché determinate allusioni, tenuto conto del tenore complessivo dello scritto e non estrapolate dall'intero contesto per essere valutate singolarmente, erano state ritenute offensive.

Continuando il viaggio tra le stranezze, è il caso di rammentare quanto accaduto nell'ormai lontano 2004, anno in cui tre uomini tedeschi erano stati arrestati per furto in flagranza di reato mentre – indossando tutti un simpatico vestito da Babbo Natale – stavano rubando un bel pino vero per poter fare l'albero!

Cinque anni più tardi, invece, sono stati due ingegnosi signori non ancora quarantenni a finire sotto accusa per aver violato numerose norme del nostro ordinamento. Questi ultimi avevano infatti costruito una sorta di slitta (naturalmente non munita di apposita targa) con tanto di luci intermittenti e megafono incorporato, e uno di loro, con il solito costume natalizio e la barba bianca, si era prestato a scattare foto ricordo con i piccoli passanti in cambio di denaro.

Nel dicembre 2012 un Babbo Natale decisamente originale si era fatto arrestare a Genova perché sorpreso a schiaffeggiare una perfetta sconosciuta incontrata per strada, mentre nel 2014 aveva riscosso grande successo un video diventato virale in cui il Santa Claus di turno veniva fermato in auto e privato della patente di guida perché completamente ubriaco e in preda ad una felicità incontenibile.

Insomma, il mondo è davvero paese, atteso che in ogni angolo della terra ogni anno c'è un nonnetto addetto ai regali che combina qualche guaio. Del resto, la divina Shirley Temple dichiarò di aver smesso di credere a Babbo Natale all'età di sei anni, quando il padre la portò a vederlo in un grande magazzino – l'odierno centro commerciale – per consegnargli la letterina e lui, stupito ed emozionato, le chiese un autografo.

Roberta Romeo

Studio legale EGIDI
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