Sabato, Maggio 26, 2018

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legge elettoraleCon la L. 3.11.2017 n° 165 è stato introdotto il nuovo sistema per l'elezione dei componenti della Camera dei Deputati e del Senato, subentrata alle due precedenti discipline vigenti: la L. n° 270/2005 che regolava ancora quella dei soli senatori - la cosiddetta Legge Calderoli, familiarmente chiamata “Porcellum” - e la L. n° 52/2015 nota come “Riforma Renzi” e denominata anche “Italicum”.

Quest'ultima, mai applicata alla luce dell'esito sfavorevole del referendum confermativo sulla riforma costituzionale svoltosi il 4 dicembre 2016, avrebbe dovuto disciplinare l'elezione della sola Camera dei Deputati,

Entrambe le discipline abrogate erano state peraltro, medio tempore, oggetto di sostanziosi rimaneggiamenti per effetto di due distinte pronunce della Corte Costituzionale. Si era così venuto a creare un sistema normativo al suo interno fortemente eterogeneo che, secondo autorevoli osservatori, non ultimo l'attuale Capo dello Stato, avrebbe comportato per questo un elevato rischio di indurre in confusione l'elettorato (con conseguente pericolo di produrre un'elevata percentuale di schede nulle), oltre a causare quasi certamente una disomogeneità in ordine ai risultati delle consultazioni fra i due rami del parlamento; ciò in conseguenza dell'elevata differenza esistente tra i due diversi criteri di attribuzione dei seggi, contenuti in ciascuna delle due normative.

La riforma del 2017, per lo meno nell'auspicio di coloro che ne hanno favorito l'introduzione, ha avuto principalmente lo scopo di scongiurare le sopra evidenziate criticità.

Ma veniamo ad illustrare il nuovo sistema elettorale. Si tratta di una disciplina che ha introdotto un sistema di attribuzione dei seggi per 1/3 di tipo maggioritario a collegi uninominali a turno unico e, per i restanti 2/3, di tipo proporzionale su collegi plurinominali. In base ad essa, quindi, saranno attribuiti 232 seggi alla Camera (su 630) e 116 seggi al Senato (sui 315 elettivi), assegnati in altrettanti collegi uninominali col c.d. “maggioritario all'inglese”; 386 seggi alla Camera e 193 al Senato saranno assegnati con un sistema proporzionale; infine, 12 deputati e 6 senatori saranno individuati, sempre con metodo proporzionale, nelle circoscrizioni “Estero”.

Per ciò che concerne la ripartizione maggioritaria, varrà il classico sistema inglese ad un turno: ciascun partito (o coalizione) partecipante presenterà in ognuno dei collegi un solo candidato; in ogni collegio risulterà eletto unicamente quello tra i candidati che avrà ottenuto il maggior numero dei voti, indipendentemente dalla percentuale conseguita.

Per la parte dei seggi da ripartire con il sistema maggioritario, l'esigenza di evitare un'eccessiva frammentazione ha indotto il Legislatore ad introdurre delle soglie percentuali minime di consensi per ciascun partito o coalizione, al di sotto delle quali non si potrà essere ammessi alla ripartizione dei seggi nella parte “proporzionale”. Cercheremo ora di esporne brevemente il funzionamento.

Le liste prese singolarmente (partiti che non si presentino apparentati in coalizione) dovranno ottenere per lo meno il 3% dei consensi su base nazionale alla Camera, ovvero, limitatamente al solo Senato, il 20% in almeno uno dei collegi regionali.

Le liste che si presenteranno coalizzate, al fine di accaparrarsi almeno un seggio, dovranno far parte di coalizioni la cui percentuale complessiva di consensi ottenuti non dovrà essere inferiore al 10% su scala nazionale e che comprendano, comunque, almeno un'altra lista che abbia superato le soglie minime di sbarramento previste per quelle singole, poc'anzi illustrate. Per chiarezza, il partito “Beta”, coalizzato con quelli “Gamma” e “Delta”, potrà ottenere seggi, anche con una percentuale inferiore al 3% nazionale (o al 20% regionale per almeno un collegio senatoriale), qualora il totale dei voti da esso ottenuti, insieme agli altri due partiti, sia superiore al 10% su scala nazionale ed a patto che almeno uno degli altri due superi le soglie di sbarramento previste per le liste non coalizzate.

Tuttavia, la lista “Beta” apparentanta in coalizione (con “Alfa” e “Gamma”) che non abbia superato la soglia di sbarramento del 10% nazionale, potrà ottenere seggi nell'eventualità in cui – come lista singola – dovesse superare le soglie minime indicate per le liste non coalizzate.

Soglie di sbarramento speciali sono previste, in via residuale, per le liste rappresentative di minoranze linguistiche presentate nelle sole cinque regioni a statuto speciale.

Si sottolinea che nel calcolo della percentuali di voti raggiunta da ciascuna coalizione, non si terrà conto dei voti pervenuti a liste che non abbiano conteggiato l'1% su base nazionale, o il 20% in almeno uno dei collegi regionali senatoriali.

L'articolazione delle varie circoscrizioni ha seguito due criteri diversi, tenendo conto delle norme costituzionali sul peculiare sistema territoriale di assegnazione dei seggi previsto per il Senato.

In particolare, per quanto concerne la Camera dei Deputati, sono previste 28 circoscrizioni in Italia, oltre alla circoscrizione Estero. Ciascuna circoscrizione è stata ripartita in uno o più collegi plurinominali in base alla popolazione di ogni regione (hanno più di un collegio il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Lazio, la Campania, la Sicilia, con la Lombardia unica regione ad averne più di due). Per quanto riguarda il Senato, invece, c'è una circoscrizione per ogni regione, più quella prevista per gli elettori all'estero.

Ogni circoscrizione è ripartita in collegi uninominali per la quota seggi da attribuire col metodo maggioritario e plurinominali per quella da assegnare col metodo proporzionale.

Fatta questa premessa di tipo squisitamente tecnico, nel prossimo articolo di “Affari legali” si descriveranno le modalità per esprimere il proprio voto. Aspetto, questo, molto più importante dal punto di vista dell'elettore.

Roberta Romeo

Studio legale Egidi
Via Lomellina n. 31 - Milano -
Tel 02.28381582

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