Domenica, Agosto 19, 2018

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legge elettoraleCome si è accennato nell'articolo precedente con riferimento al nuovo sistema elettorale, nei collegi uninominali ciascun partito o ciascuna coalizione presenteranno un solo candidato, mentre in quelli plurinominali ogni partito presenterà una propria lista con un numero di candidati che sarà non inferiore alla metà e non superiore al totale dei parlamentari eleggibili nel collegio preso in esame.

Ogni lista sarà “bloccata”, nel senso che, analogamente a ciò che avveniva per il sistema elettorale introdotto con la “Legge Calderoli”, l'ordine dei nominativi in ciascuna lista sarà predeterminato dal partito proponente e non sarà possibile esprimere preferenze, con l'eccezione delle circoscrizioni estere. Inoltre, esattamente come stabilito dalla mai utilizzata “Legge Renzi”, le liste nei partiti in coalizione saranno “corte” (da 2 a 4 candidati), in conformità a quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale che aveva a suo tempo modificato il sistema del 2005.

Ogni candidato potrà candidarsi in più collegi plurinominali - fino a 5 - ed anche, congiuntamente, in un collegio uninominale. Se viene eletto contemporaneamente in quest'ultimo ed in uno dei collegi plurinominali, s'intenderà eletto in quello uninominale; se, invece, risulterà eletto in più collegi plurinominali, si considererà eletto nel collegio in cui la lista cui appartiene avrà ottenuto la minor percentuale di voti validi rispetto al totale.

Da ultimo, l'aspetto più importante per l'elettore: le modalità di espressione del voto. L'elettore potrà esprimere il proprio voto in tre modi: tracciando un segno sul simbolo della lista desiderata, e in questo modo la sua scelta si estenderà anche al candidato nel collegio uninominale maggioritario; apponendo un segno sul simbolo della lista scelta ed anche sul nome del candidato nel collegio uninominale maggioritario corrispondente; indicando il solo nome del candidato nel collegio uninominale, e in tal caso la sua preferenza si etenderà anche alla lista cui il candidato stesso è collegato, ovvero, se collegato a più liste coalizzate, verrà “divisa proporzionalmente tra queste”, in ragione delle percentuali ottenute da ciascuna nell'ambito del singolo collegio corrispondente.

Ogni altra forma per esprimere la propria scelta renderà il voto nullo, incluso il cosiddetto “voto disgiunto”, ossia l'indicazione contemporanea del simbolo di una lista e del nominativo di un candidato a collegio uninominale ad essa non collegato, come pure nulla sarà ovviamente la scheda che presenti segni di riconoscimento, cancellature, abrasioni o altri segni.

Riassumendo, la nuova legge elettorale presenta taluni punti in comune con tutte e tre le discipline che l'hanno preceduta. Al pari della “legge Mattarella”, è un misto fra sistema di attribuzione a collegi uninominali e sistema proporzionale, anche se in modo quasi speculare, perché in quella che porta il nome dell'attuale Capo dello Stato, i tre quarti dei seggi erano attribuiti con i collegi “all'inglese”. Come la “legge Calderoli”, prevede liste “bloccate” per la parte proporzionale senza possibilità di preferenze e similmente a quanto previsto dal mai applicato “Italicum”, si tratterà di scegliere tra liste di 2, massimo 4 candidati.

Il sistema agevola oggettivamente l'espressione del voto da parte dell'elettore, che avverrà in forma semplificata, non occorrendo scrivere nominativi di persone, ma unicamente tracciare uno o due segni sul simbolo e/o candidato prescelto, purché relativi al medesimo partito o coalizione.

Il difetto da più parti denunciato è che questa estrema semplificazione avrebbe l'effetto di limitare la scelta dell'elettore stesso, che sarà sostanzialmente limitata alla sola forza politica (o coalizione di forze), che non potrà estendersi anche alle persone che ciascun parito o coalizione avrà designato. Sotto tale, ultimo aspetto, ci sia permesso di osservare come ben diverso e più grave sia il problema che oggi affligge la politica italiana nel suo complesso, ossià la ormai cronica renitenza dei cittadini all'esercizio di un loro fondamentale diritto qual'è quello di scegliersi i propri rappresentanti.

Le precedenti esperienze hanno dimostrato infatti che l'adozione di questo o di quel sistema elettorale da parte del legislatore ha un impatto relativamente modesto sulla percentuale di affluenza alle urne.

Roberta Romeo

Studio legale Egidi
Via Lomellina n. 31 - Milano -
Tel 02.28381582

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