Venerdì, Ottobre 20, 2017

pedofilia bambinoEnnesimo caso di pedofilia. Stavolta, la vicenda ha quasi dell’incredibile perché a finire in carcere è stato un minorenne: per diversi mesi ha violentato il fratello minore perché chiestogli da un pedofilo che in chat si era spacciato da ragazza adolescente e dal quale si era fatto sedurre.

Questi i fatti. Tutto comincia quando il pedofilo adolescente intreccia su Facebook una relazione con colei che crede essere una “ragazza di diciassette anni, piuttosto avvenente”, ma che in realtà altri non è che un pedofilo seriale quarantenne single della provincia di Como, già arrestato a luglio in Veneto e tutt’ora detenuto.

La sedicente ragazza, prima seduce il minorenne, chiedendogli di inviarle delle foto sessualmente esplicite; col passare del tempo, arriva a formulare la truce richiesta: abusare sessualmente del fratellino di dieci anni più giovane, documentando gli atti con fotografie ed inviargliele. Abbattute le prime resistenze, l’adolescente cede: ha inizio così l’incubo per il bambino fatto oggetto delle attenzioni malate del fratello.

Nel frattempo, la famiglia si trasferisce in Gran Bretagna ma le indagini sul pedofilo seriale quarantenne portano alla luce la vicenda. Gli inquirenti seguono a distanza la relazione virtuale tra i due finché, per tutelare la salute mentale e fisica del bambino abusato, decidono di intervenire emettendo un mandato di cattura europeo che raggiunge il fratello pedofilo nel Regno Unito. Da qui, l’arresto e l’estradizione in Italia.

Nel corso dell’interrogatorio, l’adolescente ha confermato ogni elemento documentale a suo carico, spiegando come si erano svolti i fatti.

Sono stati proprio gli accertamenti sul computer del pedofilo quarantenne a far scoprire la drammatica vicenda. Gli investigatori infatti, oltre a trovare numeroso materiale pedopornografico, hanno recuperato anche le prove della relazione tra la finta adolescente ed il giovane pedofilo. Il quarantenne, era solito adescare minori per la maggior parte maschi, carpendo la loro fiducia sino ad ottenere anche il numero del loro cellulare.

Ora, il giovane pedofilo dovrà rispondere dei pesantissimi capi d’accusa di violenza sessuale su minore, atti sessuali con minore e divulgazione di materiale pedopornografico, aggravati dall’abuso di relazioni domestiche.

Antonio Marino

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