Domenica, Dicembre 09, 2018

pucci thyssenkruppMarco Pucci, uno degli ex manager della Thyssenkrupp, condannato a seguito del rogo verificatosi il 7 dicembre del 2007 e costato la vita a sette operai, ha chiesto la grazia al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pucci è recluso dal mese di maggio del 2016 per scontare una condanna a 6 anni e 3 mesi. Nel giugno del 2017 ha ottenuto l'autorizzazione per poter lavorare fuori dal carcere dove rientra obbligatoriamente alle 18,30.

L'ex manager ha avviato le procedure formali, inoltrando istanza al Ministero della Giustizia. L'iter prevede sentire anche il parere dei familiari delle vittime, cosa che alcuni di loro hanno già fatto in Commissariato a Torino e per la quale si sono espressi in termini negativi, dati dal fatto che giustizia è stata sì fatta ma a metà: i manager tedeschi, pur essendo stati condannati in Italia, non hanno mai scontato la loro pena.

Laura Rodinò, sorella di una delle vittime dell'incendio, ha dichiarato: "Scriveremo al presidente della Repubblica per esprimere il nostro no in modo netto e scriveremo anche al Ministro della Giustizia perché, chi prenderà il posto del ministro Orlando dovrà mantenere la promessa di far rispettare la sentenza italiana". "Io non sono ancora stata chiamata - ha dichiarato la Rodinò -. La mia posizione è chiara: alla Thyssenkrupp hanno mandato al macello delle persone, non degli animali, e devono pagare per questo. Noi abbiamo sofferto per un processo durato troppi anni e non abbiamo smesso di soffrire. E ora vogliono la grazia? Sarò favorevole alla grazia quando tireranno fuori dalla tomba e mi restituiranno mio fratello e mio padre, distrutto dal dolore".

Il legale di Marco Pucci, l'Avvocato Massimo Proietti, alza gli scudi in difesa del suo assistito affermando: "Marco Pucci ha diritto all'oblio, che va di pari passo con il diritto al perdono per una responsabilità oggettiva e non diretta. Siamo sempre stati convinti che le responsabilità di quanto accaduto dovessero essere ricercate altrove. Al di là dell'assoluta gravità del fatto, Pucci non può essere simbolo di una crocifissione o di una gogna. Ha già pagato pesantemente fino ad oggi il suo ruolo di responsabile commerciale dell'area marketing. Ora ha diritto di intraprendere questo percorso nel silenzio e in maniera serena, come la legge gli consente".

Antonio Marino

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