Giovedì, Settembre 21, 2017

Sposidea 2016Ed eccoci qui con la seconda parte dell’articolo, con un piccolo focus su tre degli stand che più mi sono piaciuti a “Sposidea”, la storica fiera dedicata al mondo del wedding che dal 29 settembre al 2 ottobre ha preso vita nella bellissima cornice della Villa Castelbarco.

Durante questi quattro giorni, come già detto, in un contesto di puro romanticismo e amore, hanno preso vita eventi, creazioni e allestimenti declinati secondo il fil rouge dell’edizione 2016 e cioè «Amore e Libertà». Per chi si fosse perso il mio articolo introduttivo, lo può trovare QUI. I tre stand erano uno vicino all’altro, allestiti molto bene: in modo semplice ma elegante hanno interpretato a modo loro il mood della fiera e proposto ai futuri sposi i loro prodotti. Partiamo dalla mia intervista a Cristina, titolare di Dolce Confetto.



Dolce confettoLa tua prima volta in fiera. Cosa ti ha spinto a decidere di partecipare e prendere finalmente parte a questo evento?

Non ne ho mai avuto necessità fin ora: il numero delle spose è sensibilmente diminuito nell’ultimo anno. Ma quando a Luglio mi hanno proposto questa fiera, ho pensato che fosse l’occasione e il momento giusto per iniziare. Ed ha influito tanto il fatto di aver fatto il negozio per molto tempo prima perché così ho preso un po’ di sicurezza nel poter presentare un prodotto e affrontare una sfida come questa. E soprattutto aver fatto un restyling del negozio stesso, che ha dato una ventata di energia per poter prendere questa decisione e sentirmi sicura per sostenere un esposizione e un corner così importante.


Che cosa hai portato con te in fiera? Quale è il tuo pezzo forte?
Il punto forte è l’angolo shabby chic, che è la tendenza di quest’anno: abbiamo avuto una richiesta molto alta per queste bomboniere e questo ci ha permesso di vendere bene e molto. Attirano molto e l’occhio non può non caderci. Diciamo che in questo stand ho cercato di riprodurre e di fare una bomboniera del negozio di bomboniere quindi un mix di due stili: uno un po’ più moderno e pulito e uno un po’ più romantico e naturale. Volevo rendere proprio l’idea alla cliente di ciò che effettivamente può trovare in negozio.


Le spose che sono passate, cosa ti hanno chiesto di più? Quale è stata la richiesta maggiore?
Qualcosa di romantico e di utile. Qualcosa che possano utilizzare e non troppo impegnativo proprio a livello di esposizione: una cosa proprio pulita ed essenziale. La semplicità e la praticità sono state le parole d’ordine.


A parte l’affluenza, che mi hai detto esserti parsa molto buona, c’è stato un target specifico che hai potuto identificare?
Direi abbastanza misto: sia ragazzi sui 30 anni che coppie in seconde nozze o comunque in prime nozze ma già della mia età, quindi 40/45 ma anche qualcosa di più in la verso i 55 anni. Bellissima l’idea della nuova apertura ai matrimoni omossessuali, per cui coppie di ragazzi e di ragazze che si sono presentate e con cui ho potuto parlare e raccontare loro anche dei diversi matrimoni che abbiamo fatto in negozio e per me questa opportunità mi rallegra molto: una nuova apertura mentale e di mercato per me interessante.


Pensi di rifare questa fiera e nel frattempo di dedicarti ad altre?
Sicuramente di rifare questa l’anno prossimo e nel imminente quella di Milano ad Assago. Adesso mi sento sicura e quindi sono già proiettato verso il futuro.


White LadySuccessivamente è stato il turno di Ilaria di White Lady che mi ha raccontato dei suoi meravigliosi abiti da sposa e del grande lavoro di sartoria per realizzarli.


E’ la prima volta che partecipi a questa fiera? Cosa ti ha spinto a partecipare?
Certo che no. Diciamo che siamo quasi nati con questa fiera perché è 37 anni che siamo nel settore degli abiti da sposa e abbiamo sempre fatto questa manifestazione perché ci sembrava in Lombardia la migliore, sia come contesto di villa e come professionalità. E’ sempre stata comunque una fiera molto selettiva, con dei bei marchi e a noi è sempre piaciuto tutto l’ambito ciò che girava intorno a Sposidea e poi la vicinanza: il nostro negozio resta abbastanza vicino pertanto abbiamo pensato che potesse essere un canale buono per la nostra distribuzione.

Che cosa hai portato in fiera?
Abbiamo un 7/8 vestiti di campionario delle nostre linee maggiormente vendute, ma con le 8 tipologie di gusti diversi. Quindi dall'abito ricamato e romantico con un dietro molto importante dato si che la sposa è vista molto anche dal dietro, abbiamo dato la possibilità di costruire un dietro bellissimo realizzato dal nostro atelier. Poi abbiamo degli abiti di alcune grif importanti come Rosa Clarani e Colette che sono le linee che trattiamo, abiti in pizzo, abiti lisci, abiti preziosi come il micado che sono queste sete un po’ croccanti che hanno lanciato questa moda un po’ anni 50 alla Audrey Hepburn quindi linee belle avvitate con una gonna ben costruita. E infine un abito molto sfumato che può essere fatto in vari colori dal cipria, al rosato, al verde pastello che ha poi questa schiena che viene chiamata “tattoo” perché ha questo pizzo che disegna la schiena stessa.


A livello di clientela, cosa avete visto in questi giorni? Qualche richiesta particolare sugli abiti?
Abbiamo visto un po’ meno affluenza degli anni precedenti ma sembravano persone un po’ più selettive e intenzionate per lo più ad un primo approccio; persone molto più interessate e meno di passaggio. Erano qui per avere una panoramica completa su quello che potrebbe essere la spesa generale del matrimonio e quanti fornitori devono avere per il loro grande giorno. Diciamo che questa fiera getta le basi per rendersi conto di tutto ciò di cui avrà bisogno, poi a casa con calma, selezionano proprio a seconda del loro gusto.


Dopo questa fiera avrai qualche altro impegno?
No per quest’anno no. Faremo delle piccole sfilate di presentazione direttamente nel nostro atelier con alcune modelle che mostreranno i nostri vestiti.


Easy ChicE per ultimo, ma non da meno, Savina di Easy Chic mi ha parlato delle scarpe nel grande giorno di ogni sposa.


Anche a te chiedo: è la prima volta che partecipi a questa fiera o posso considerarti una veterana?
Abbiamo partecipato diversi anni a Sposidea. Mancavamo da un anno e mezzo. Abbiamo sempre scelto e deciso di partecipare a questa fiera perché già partecipiamo ad altre fiere anche nella zona di Milano, dove abbiamo un nostro punto vendita, ma avendone uno ad Arcore anche, per questioni di vicinanza, abbiamo optato per questa soluzione più pratica, che si è sempre rivelata vincente.


Cosa hai portato con te in fiera? Cosa mostri al pubblico?
Ci sono sia campionari che pezzi forti perché a parte i pezzi che selezioniamo, il fornitore ci presenta il modello base e poi noi decidiamo a seconda delle sfilate che vediamo e degli abiti da sposa proposti, l’inserimento di particolari che possono essere il pizzo nel plateau oppure nel tacco qual ora l’abito richiamasse a questi dettagli.


Le spose che sono passate in questi giorni, su cosa si sono focalizzate maggiormente?
Sull’altezza dei tacchi. In commercio ci sono poche scarpe con altezza tacchi 70, quindi tacchi non tanto alti. Invece da noi trovano proprio un ampia gamma sviluppata in vari modelli come le decolleté, alla spuntata, al sandalo o alla Chanel. Sempre comunque su questi tipi di tacchi e quindi noi abbiamo voluto ampliare questo settore per offrire una gamma maggiore di prodotti e soddisfare tutte le nostre clienti. Al giorno d’oggi le spose ricercano molto la scarpa da sposa che si possa anche riutilizzare dopo: il fatto che molti matrimoni vengano celebrati nei mesi estivi, fanno si che le spose prediligano magari un sandalo che poi possono sfruttare ancora e in altri occasioni.

Beatrice Spreafico

 

comments

CULTURA

RICETTE

MISTERI

FASHION