Venerdì, Ottobre 20, 2017

Scuola e studenti diversamente abili. Il diritto allo studio deve esser assoluto e per tuttiCari Lettori, come ben sapete -lo scorso Dicembre- Milano ha vinto il premio come citta' piu' Frendly per quanto riguarda i diversamente abili a livello europeo; ottimo risultato, se non fosse che in molte strutture scolastiche non sono presenti sevizi idonei per fronteggiare le esigenze di questi ragazzi.

Partiamo dicendo che negli ultimi 10 anni il numero degli studenti diversamente abili e' aumentato del 40%, toccando i 234.788 alunni; il tutto -appunto- contornato da molte strutture non "a norma" per questi alunni. Analizziamo qualche dato fornito dall'ultimo rapporto di Cittadinanza Attiva.  

Il 73% delle scuole non ha tutte le aule utilizzabili da studenti diversamente abili, nel 75% non sono installate attrezzature didattiche o tecnologiche adeguate per gli stessi e solo il 50% degli edifici su più piani dispone di un ascensore (dato reso ancor piu' grave dal fatto che nel 12% dei casi non funziona e nel 4% non è abbastanza largo da consentire l’ingresso di una carrozzina); andando nello specifico, difficolta' strutturali sono presenti nel 18% degli ingressi e dei laboratori, nel 17% delle aule, nel 13% dei bagni, nel 12% delle palestre e nel 6% delle mense.

Che ci sia ad ogni (o quasi) marciapiede la rampa per i diversamente abili, a me fa veramente piacere, ma e' possibili che il SETTANTATRE PERCENTO -e scusate lo scrivo in lettere perché quando ho letto questo dato pensavo di essere nel "sesto" mondo- delle scuole non ha tutte le aule utilizzabili da studenti diversamente abili? Che nel TREDICI PERCENTO degli edifici, lo studente deve tornare a casa per andar in bagno e poi ritornare in classe? Che nel CINQUANTA PERCENTO delle scuole non sia presente un ascensore e quindi il ragazzo deve miracolosamente alzarsi in piedi far le scale e poi tornare a sedersi? Ah, senza contare che nel SEI PERCENTO dei casi, lo studente e' messo a dieta forzata, perché non puo' accedere alla mensa.

La mia domanda dopo tutto questo e': MA ESISTONO VERAMENTE STUDENTI DI CLASSE A E DI CLASSE B? ESISTONO VERMANTE STUDENTI CON PIU' DIRITTI RISPETTO AD ALTRI?

Ma immaginiamo Stephen Hawking, grandissimo scienziato e probabilmente l'unico GENIO vivente che abbiamo, e' su una sedia a rotelle quasi immobile, pero' la sua mente e' qualcosa di immenso, straordinario, inimmaginabile... se fosse stato "lasciato indietro" da difficolta' strutturali non sarebbe diventato tutto questo; ma allora, come si puo' pensare di non garantire UGUALE DIRITTO di accesso a luoghi di formazione a tutti i volenterosi? Gia' -purtroppo- hanno difficolta' spaventose a livello motorio, bisogna mettergli pure i bastoni tra le ruote nel loro percorso di crescita personale e culturale?

A me fin da piccolo e' stato insegnato che siamo tutti uguali con pari diritti, soprattutto per quanto riguarda l'aver accesso ad una cosa cosi' importante come il sapere, ricordando sempre che la cultura (che bella parola, a me emoziona sempre dirla) e la conoscenza sono le basi per una societa' civile e sana, dove regna l'uguaglianza, il rispetto ed il progredire in modo esponenziale e corretto; perché a quel punto, la crescita personale di una persona, diventa crescita di tutta la societa'.  

Nadir Davide Mennuni

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