Giovedì, Aprile 26, 2018

tumore colon - rettoTutti noi abbiamo imparato a scuola, durante l’ora di scienze, che una parte del nostro apparato digerente è costituita dall’intestino - quell'organo estremamente importante per il nostro corpo - deputato all'assorbimento delle sostanze nutritive che provengono da ciò di cui ci cibiamo. Sicuramente, ognuno di noi è rimasto impressionato, studiando, dalle sue dimensioni: l’intestino, infatti, è un tubo della lunghezza di circa 7 metri (ma può variare dai 4 ai 10 metri o anche più) ed è suddiviso in intestino tenue e intestino crasso. Quest'ultima parte è formata dal colon con l'appendice, dal sigma e dal retto. Proprio questo tratto è a rischio tumore: il tumore del colon-retto è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste questo organo.

Nessuno conosce le esatte cause di questo tumore ed i medici raramente capiscono perché una persona possa essere affetta da questa malattia e un’altra no. Quello che si sa è che è piuttosto comune: circa 1 persona su 15 (7% della popolazione) lo sviluppa nella vita; è una patologia in alcuni casi mortale, ma con una diagnosi precoce le possibilità di guarigione si alzano notevolmente. Inoltre, come per qualsiasi tumore, prima viene scoperto ed eliminato, e maggiori saranno le possibilità di evitare o comunque di curare il cancro. La terapia per eliminare questa tipologia di tumore è la chirurgia: sulla base della posizione in cui si trova, si procederà con un intervento parziale o, nei casi più gravi, con la totale asportazione del tratto di colon interessato o del retto.

La chirurgia, attualmente, sembra l’unico rimedio per debellare il tumore, oltre a chemioterapia, radioterapia e farmaci. Tuttavia, sarebbe una buona cosa fare in modo che questo tumore non si manifesti, o in caso contrario, che rimanga contenuto nella zona di sviluppo e che non cresca a gran velocità. Forse adesso questo può diventare possibile. Uno studio condotto all’Università di Singapore e pubblicato sulla rivista Nature Biomedical Engineering, può essere la soluzione vincente. Lo studio, coordinato da Matthew Chang e condotto da Chun-Loong Ho, ha rivelato che sono stati creati batteri intestinali anti-cancro: lottano contro il tumore trasformando nella pancia una molecola (il sulforafano) presente in broccoli e verdure simili, in un’arma vera e propria contro la malattia. In questo modo se ne determina la regressione ed effetti preventivi sulla crescita del cancro.

“Uno degli aspetti più eccitanti della nostra strategia – ha spiegato Chang – è che è in grado di capitalizzare i nostri stili di vita trasformando potenzialmente la nostra normale dieta in un regime terapeutico low-cost e sostenibile per lungo tempo. Speriamo che la nostra strategia possa divenire un utile complemento alle attuali terapie anticancro”. Per arrivare a questo incredibile risultato, la ricerca è stata svolta in due fasi: inizialmente gli scienziati sono partiti dal batterio E. coli Nissle, che vive normalmente nell’intestino umano, e lo hanno modificato geneticamente in modo che il microrganismo divenisse un probiotico in grado di riconoscere e appiccicarsi alla superficie delle cellule tumorali e così, di trasformare una sostanza presente in broccoli e verdure simili in una potente arma anticancro. A questo punto, l’arma anticancro generata, entra e uccide le cellule tumorali limitrofe senza intaccare quelle sane.

Il mix del probiotico ingegnerizzato e l’estratto di broccoli uccide oltre il 95% delle cellule tumorali in esperimenti in provetta. La seconda parte della ricerca, invece, ha visto protagonisti dei topolini malati, sui quali è stato testato il mix probiotico-broccoli. In questo caso, il mix ha ridotto le cellule tumorali del 75%. Infine se il cocktail viene dato ai topi prima ancora che si ammalino di tumore, la malattia che compare negli animali una volta ammalati è molto più piccola e facile da trattare. Questo permetterà di utilizzare il probiotico ingegnerizzato non solo per eliminare le cellule tumorali rimaste in sede dopo l’asportazione chirurgica della malattia tumorale (e quindi a tumore già presente). Ma anche per prevenire il tumore al colon-retto, se lo si assume in combinazione con una dieta che contenga broccoli e altre verdure simili.

Beatrice Spreafico

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