Venerdì, Giugno 22, 2018

europa leagueSi è concluso in chiaroscuro il giovedì europeo di Lazio e Milan, impegnate fuori casa nei rispettivi match di ritorno degli ottavi di finale di Europa League. I biancocelesti hanno autorevolmente posto rimedio al 2-2 interno dell'andata contro la Dynamo Kiev espugnando il campo ucraino per 2-0; il Milan, già battuto all'andata a San Siro dall'Arsenal per 2-0, cade anche all'"Emirates" per 3-1 e deve salutare la competizione.

La squadra di Inzaghi disputa una partita di grande personalità in Ucraina; pur senza Milinkovic-Savic, infortunato, e con Immobile recuperato poco prima dell'incontro, la Lazio vince 2-0 soffrendo pochissimo e conquista i quarti di finale. I biancocelesti realizzano un gol per tempo; al 23° Lucas Leiva sceglie magistralmente il tempo sul cross di Luis Alberto e di testa porta avanti i capitolini. Prima e dopo, la Lazio costruisce numerose altre chance che non producono frutto per l'imprecisione di Immobile e di Patric, che nella ripresa divora il raddoppio a pochi passi dalla porta; gli ucraini, viceversa, si fanno vedere solo con conclusioni dalla distanza che non impensieriscono Strakosha più del dovuto. Il gol della sicurezza viene firmato al minuto 83 da De Vrij, che in spaccata trasforma in rete un pallone vagante, consentendo alla Lazio di gestire il confronto fino alla fine e di festeggiare una qualificazione ottenuta con merito.

Nell'urna di Nyon, nella giornata di oggi, tra le otto squadre qualificate ai quarti non comparirà invece il Milan, eliminato dall'Arsenal che, dopo aver vinto a Milano, si è ripetuto anche a Londra con il punteggio di 3-1. Prima del match Gattuso aveva espresso chiaramente la sua volontà di provare a porre rimedio alla debacle dell'andata; l'allenatore calabrese conferma poi le proprie intenzioni schierando una formazione coraggiosa, con la rinuncia a centrocampo di Bonaventura per favorire l'inserimento di André Silva al fianco di Cutrone. Il campo sembra dare ragione al tecnico rossonero al 35°, quando una sassata di Calhanoglu regala lo 0-1 al Milan. La ritrovata fiducia nella possibilità dell'impresa viene però frustrata quattro minuti dopo, quando l'arbitro Eriksson asseconda il suggerimento del proprio collaboratore di porta, che valuta di origine fallosa la caduta in area di Welbeck, in realtà somigliante più ad un tuffo; dal dischetto, lo stesso attaccante dei "gunners" realizza l'1-1.

Nella ripresa, il Milan prova a rialzarsi producendosi nel proprio massimo sforzo, con Suso, Cutrone e Kalinic che vanno però solo vicini al gol della speranza; dall'altra parte, però l'Arsenal non sta certo a guardare, presentandosi spesso nella trequarti rossonera. Al 71° prende però forma l'amarissimo epilogo; Xhaka lascia partire un tiro senza pretese dalla distanza, su cui Donnarumma compie un intervento gravemente imperfetto, con il pallone che si infila nella porta del Milan per il 2-1 che serra i portoni dell'Europa League in faccia ai rossoneri. All'86° arriva poi anche il 3-1, nuovamente a firma di Welbeck.

I rossoneri escono a testa alta, anche se il passivo complessivo di 5-1 in due partite può apparire demolitorio; le pur legittime recriminazioni circa il rigore concesso agli inglesi (giunto a tagliare le gambe del Milan proprio quando la rimonta aveva appena avuto inizio) devono in ogni caso cedere il passo di fronte al valore dell'avversario che, pur ricoprendo un ruolo anonimo nell'attuale Premier League, si è mostrato nell'arco dei 180 minuti di uno spessore ancora proibitivo per il Milan.

Gigi Bria

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