Mercoledì, Dicembre 12, 2018

coppa italiaSi è conclusa a reti inviolate la partita di andata della seconda semifinale di Coppa Italia; Milan e Lazio, che si sono nuovamente incrociate dopo il confronto di domenica scorsa in campionato, si sono date battaglia in un match con pochi sussulti, senza riuscire a trovare la via della rete nell'arco dei novanta minuti. La qualificazione alla finale si deciderà quindi a fine febbraio sul prato dell'Olimpico.

Entrambi gli allenatori operano qualche cambiamento dell'ultimo minuto rispetto alle formazioni annunciate. Gattuso, che confidava di recuperare Rodriguez dopo la squalifica, è invece costretto a rinunciarvi nuovamente per via di un problema intestinale occorso allo svizzero nella notte tra martedì e mercoledì; al suo posto, ritrova una maglia da titolare Borini, schierato in posizione arretrata. A centrocampo Locatelli parte titolare, con il conseguente avanzamento di Bonaventura nel terzetto offensivo e l'iniziale sacrificio di Calhanoglu; in avanti, il recupero di Kalinic comporta l'esclusione di André Silva, dato per certo nell'undici di partenza e invece confinato ancora in panchina. Inzaghi lancia l'esordio di Caceres, giunto in biancoceleste dopo sei mesi all'Hellas Verona e in mezzo alla difesa preferisce Luiz Felipe a Wallace come compagno di reparto di Radu; a centrocampo gioca dall'inizio Parolo, che sembrava destinato a lasciare spazio a Murgia, mentre in attacco ritorna Immobile dopo l'infortunio, assistito da Felipe Anderson.

Prima del fischio d'inizio, San Siro tributa il doveroso e commosso saluto ad Azeglio Vicini, uomo di conclamata eleganza ed artefice delle "notti magiche" dell'estate '90, quando il sogno mondiale degli Azzurri si infranse ai rigori contro l'Argentina di Maradona, prima di culminare con il terzo posto nella finale di consolazione contro l'Inghilterra. L'ex ct si è spento a Brescia all'età di 85 anni, lasciando un ricordo di grande squisitezza sotto il profilo umano ed un senso di vuoto per un calcio che non c'è più.

Il primo tempo dell'incontro si presenta più avaro di emozioni rispetto al confronto di campionato; la Lazio, che in Coppa Italia ha battuto il Milan a San Siro per tre volte nell'ultimo decennio (mentre in campionato il successo manca ormai da quasi trent'anni), esercita un visibile predominio che tuttavia non si traduce in concrete azioni da gol. I rossoneri, dal canto loro, appaiono ordinati e, per quanto spesso siano chiamati più al contenimento che alla proposizione, non danno l'impressione di incorrere in eccessive sofferenze.

La musica cambia di poco nella ripresa, quando le due squadre beneficiano di una limpida occasione per parte. Prima ci prova Immobile, pescato da un cross al bacio di Lukaku; l'attaccante napoletano incorna da pochi metri, chiamando Donnarumma ad un intervento a terra di grande difficoltà. Poco dopo, invece, il Milan ha una doppia chance per trovare il vantaggio; Cutrone, servito splendidamente da Suso, vede il proprio colpo di testa ribattuto prodigiosamente da Strakosha, che sulla respinta viene graziato da Calhanoglu, il cui tiro dall'area piccola finisce in curva con la porta sguarnita.

Il match si conclude senza ulteriori emozioni e rinvia il discorso qualificazione al ritorno di Roma. Da segnalare, a fine partita, il saluto chiarificatore tra Cutrone e Simone Inzaghi, che accetta serenamente le scuse del giovane attaccante circa il contestato gol del vantaggio rossonero di domenica scorsa, segnato dal centravanti con l'aiuto del braccio.

Gigi Bria

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