Venerdì, Ottobre 20, 2017

mura veneziane unescoDurante la 41ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Cracovia, ieri e' stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO il 53° sito italiano. Si tratta delle 'Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra - Stato di Mare occidentale', un sito seriale transnazionale, presentato dall'Italia all'UNESCO con Croazia e Montenegro.

La proposta costituisce un insieme straordinario dei piu' rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito UNESCO le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l'Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro.

La candidatura e' il risultato di un lungo e complesso lavoro d'equipe. Coordinata a livello centrale dal MiBACT, ha visto la partecipazione di studiosi di chiara fama cosi' come delle piu' alte cariche istituzionali e dei servizi tecnici dei Comuni coinvolti, dei rappresentanti delle altre istituzioni territoriali insieme con gli uffici territoriali del MiBACT. Una nutrita delegazione italiana era presente a Cracovia al momento della proclamazione. Oltre alla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'UNESCO, erano presenti tutti i protagonisti del progetto di candidatura, il MiBACT, i sindaci dei Comuni coinvolti, accompagnati da esperti e tecnici che hanno partecipato al lungo lavoro iniziato fin dal 2008. L'Italia in questo modo conferma il suo fortissimo e pluriennale impegno nell'attuazione della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, che le consente anche di rimanere, a tutt'oggi, il primo Paese per numero di siti iscritti nella Lista.

Le 'Opere di difesa veneziane tra il XV e XVII secolo Stato da Terra - Stato da Mar occidentale' sono costituite da sei componenti fortificate situate in Italia, Croazia e Montenegro, che formano un sistema esteso per oltre mille chilometri tra la Regione Lombardia in Italia, e la costa orientale adriatica. La serie nel suo complesso rappresenta una significativa rappresentazione tipologica delle fortificazioni costruite dalla Serenissima tra il XVI e il XVII secolo, un periodo molto importante nella lunga storia della Repubblica di Venezia. Inoltre il sistema e' rappresentativo delle modalita' di intervento, dei progetti, dei nuovi criteri riconducibili all'architettura militare 'alla moderna' poi diffusa in tutta Europa.

L'introduzione della polvere da sparo ha comportato importanti trasformazioni delle tecniche e dell'architettura militare, cambiamenti che si riflettono nella progettazione delle fortificazioni denominate alla moderna. Gli apparati difensivi dello Stato di Terra (a protezione della Repubblica dai potentati europei del nord-ovest) e dello Stato di Mare (a difesa delle rotte marittime e dei porti, dal Mare Adriatico fino a Levante) erano entrambi necessari per proteggere l'assetto territoriale e il potere della Repubblica di Venezia.

Durante il Rinascimento, il vasto e strategico territorio della Serenissima fu lo spazio ideale per sostenere la nascita dei sistemi bastionati o 'alla moderna'. Gli elementi di eccezionale valore universale sono molteplici: dalle colossali operazioni di scavo per i percorsi ipogei, alle realizzazione di complessi manufatti che riflettono i nuovi requisiti costruttivi messi a punto tra XVI e XVII dai tecnici della Repubblica. Al valore del sito contribuisce fortemente il contesto paesaggistico in cui si inseriscono le sei componenti, ciascuna in grado di offrire notevoli suggestioni visive all'interno del proprio contesto; inoltre gli elementi della serie inseriti all'interno di tessuti urbani medievali preesistenti o interessati da interventi riconducibili a piu' recenti periodi storici hanno mantenuto chiaramente la loro matrice veneziana e ciascuna opera testimonia ancora oggi la propria funzione tattica nell'ambito del sistema complessivo.

Le opere di difesa veneziane alla moderna costituiscono un'eccezionale testimonianza dell'architettura militare che si e' evoluta tra XVI e XVII secolo e che ha interessato territori vasti e le loro interazioni. Nel loro insieme, le componenti testimoniano la presenza di una rete difensiva unica tra Stato da Terra e Stato da Mar occidentale incentrato sul Mare Adriatico storicamente conosciuto come Golfo di Venezia. Tale progetto difensivo ebbe connotazione civile, militare e urbane che si estesero oltre il bacino mediterraneo spingendosi a Oriente.

"Il riconoscimento delle Mura veneziane come nuovo sito UNESCO e' motivo di grande orgoglio, perche' la proclamazione avvenuta oggi a Cracovia rende ulteriore merito allo straordinario patrimonio culturale della Lombardia, che da oggi vanta un nuovo sito Patrimonio mondiale dell'umanita', in cui sono coinvolte anche altre Regioni". Lo dichiara il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, commentando la proclamazione delle Mura veneziane a Patrimonio mondiale dell'umanita'.

"Con le Mura veneziane salgono dunque a undici i siti Unesco della nostra regione, dieci 'materiali' piu' il sito 'immateriale' del 'saper fare il liutario' riconosciuto alla citta' di Cremona - sottolinea il presidente -. La Lombardia rafforza cosi' il proprio primato di regione con il maggior numero di siti UNESCO in Italia e si conferma, anche in questo ambito, una vera eccellenza nazionale".

"Oggi piu' che mai, sono ancora piu' orgogliosa di appartenere alla straordinaria 'Te'ra de Be'rghem'. Questo riconoscimento da parte dell'UNESCO rappresenta un vola'no importante non solo per la citta' di Bergamo ma per tutta la nostra provincia. Il nostro territorio puo' sentirsi doppiamente orgoglioso, dopo il sito di Crespi d'Adda, di cui sto seguendo in prima persona il nuovo Accordo di Programma, abbiamo ottenuto anche per la nostra Bergamo un importante riconoscimento". L'ha detto l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia Claudia Terzi commentando l'inserimento nel Patrimonio dell'Umanita' del sito seriale.

"Il nostro territorio, con due siti UNESCO, - ha spiegato Claudia Terzi - puo' davvero ambire a essere attrattivo sia in ambito culturale sia in chiave turistica. Non solo, il nostro saper fare, il nostro orgoglio, le nostre tradizioni culinarie, la nostra identita' e il nostro dna bergamasco, possono davvero diventare elementi vincenti per un'ulteriore crescita, anche economica, della nostra provincia. I turisti avranno mille motivi in piu' per scegliere le nostre terre e la nostra Bergamo".

"Ricordo, inoltre - ha continuato l'assessore - che Bergamo ha il ruolo di capofila nel sito seriale dedicato alle 'Opere di difesa veneziane tra il XV e il XVII secolo'. Anche a livello europeo avremmo un'occasione unica per attrarre turismo e far riscoprire a tutti la straordinaria eredita' che la Serenissima Repubblica ci ha lasciato. Un'occasione unica che, mi auguro, non venga sprecata".

"E' chiaro, infatti, - ha concluso Terzi - che ognuno dovra' fare la sua parte; soprattutto chi amministra la citta' di Bergamo dovra' impegnarsi a tutelare ancor meglio il territorio. In questo senso occorrera' avere un occhio di riguardo sia alla tutela dell'ambiente che del paesaggio che va di pari passo con il riconoscimento del sito. Oggi e' un giorno di festa, siamo tutti bergamaschi".

Lnews

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