Lunedì, Novembre 12, 2018

traindogsPendolare [pen-do-là-re] (pl. -ri): A agg. 1 Di, del pendolo: moto p. || Che è simile, analogo al pendolo: andamento p. B s.m. e f. 2 Chi lavora in un luogo diverso da quello dove abita e si deve spostare quotidianamente con mezzi di trasporto, spec. pubblici: un treno pieno di pendolari.

In Italia il 22% della popolazione impiega ogni giorno 72 minuti per andare a lavoro. Un tempo che corrisponde a 33 giornate lavorative all’anno. E secondo uno studio l’impatto psicologico sulla donna è ben quattro volte superiore rispetto a quello dell’uomo. Una vita difficile quella del pendolare. Fatta di lunghe attese, noia, ritardi, scioperi, condizioni igieniche precarie e grande stress.“Il treno arriverà con 15 minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio!”. Ecco dopo questo annuncio si è proprio alla frutta. I pendolari sono tanti, ogni giorno. E ognuno con delle necessità diverse.

Dall’analisi dei dati raccolti dall’ISTAT emerge che in Italia oltre 26 milioni e mezzo di persone, si sono spostate giornalmente da casa propria per raggiungere il luogo di studio o di lavoro (ossia il 47% della popolazione residente). Il fenomeno del pendolarismo è particolarmente elevato al Nord, soprattutto in Lombardia (52,9%), Trentino-Alto Adige (52,6%) e Veneto (52%) mentre si riduce al Sud, in particolare in Calabria (39,3%), Sicilia (39,6%) e Campania (41%). Italia inoltre, prevalgono gli uomini e in riferimento all’età prevalgono i soggetti che appartengono alle classi di età 30-34 anni e 35-54 anni. I pendolari in Italia si spostano soprattutto all’interno dello stesso comune di residenza e verso altri comuni della stessa provincia (30,1%). Da un’analisi dei tempi di percorrenza degli spostamenti per motivi di studio o di lavoro dei pendolari Italia, risulta che il 58,7% delle persone effettua gli spostamenti nell’arco di 15 minuti, il 24,8% impiega da 16 a 30 minuti per raggiungere il luogo di destinazione, e il 13% da 31 a 60 minuti. Perché fare i pendolari allora se i numeri dicono che si passa più tempo sul mezzo che quasi in ufficio o al lavoro? Ci si sposta principalmente per motivi di lavoro.

Non avendo la possibilità di avere il lavoro sotto casa e la necessità è sempre e comunque lavorare, si fanno un po’ di sacrifici e ci si sposta. In particolare, in Lombardia e in Emilia Romagna, si evidenziano i valori più alti per gli spostamenti legati al lavoro mentre in Liguria vi sono i valori più bassi per gli spostamenti legati allo studio. Diverso al sud: in Campania vi è la percentuale più alta di spostamenti per motivi di studio e la più bassa per motivi di lavoro. Dall’analisi degli spostamenti per mezzo di trasporto utilizzato. Si rileva che i pendolari preferiscono l’automobile privata, sia come conducenti che come passeggeri, per una percentuale complessiva pari al 58,7%: più comoda e pratica. L’uso dei mezzi pubblici su gomma, quali gli autobus urbani e extra-urbani, il filobus e la corriera, invece, si collocano al secondo posto con una percentuale pari all’8,8% seguito dall’uso del ciclomotore, scooter e motocicletta per una percentuale pari al 4,7% e dagli spostamenti effettuati su mezzi di trasporto su ferro che sono pari al 4,1% (treno, tram e metro). Infine, il valore degli spostamenti a piedi è pari al 16,9%. Davvero limitato. Questi sono alcuni dati riguardo ai pendolari che ci fanno capire come, sempre più persone, per poter lavorare siano costrette a spostarsi e non avere la fortuna di restare vicino a casa. La vita del pendolare è dura, ma spesso la necessità prevale sulla fatica. Ma la vita del pendolare è anche fatta di incontri, esperienze e avventure.

Spesso, proprio da uno di questi spostamenti, può nascere l’inaspettato. Come nel caso di Fabio Palombo, pendolare della tratta Saronno-Milano. Da Saronno a Milano ci sono tra i venti e i cinquanta minuti di treno, a seconda della stazione in cui si vuole scendere: Milano Centrale, Milano Nord Cadorna, Milano Porta Garibaldi Passante, Milano Rogoredo. Tempo quotidiano sufficiente, per dedicarsi ad attività extra di intrattenimento anti noia. Il pendolare lo sa: spesso si attacca bottone, si intrecciano amicizie che vanno anche al di là del treno mattutino; più spesso, ci si scruta e ci si chiede chi sia la persona di fronte a noi, cosa faccia e cosa non faccia, cosa studi, dove lavori, se abbia o no una storia d’amore o una famiglia. E proprio così ha fatto Fabio Palombo, direttore creativo di una società pubblicitaria: ha semplicemente trasposto queste impressioni in un post quotidiano, di undici righe meno qualcosa.. abbastanza per creare il progetto “Traindogs”, di cui, all’inizio, non si poteva prevedere il successo. Le parole di Fabio Palombo sono semplicissime e immediate. Certamente non si tratta di uno stile da romanzo né da saggista, ma schietto, scorrevole, adatto a raccontare la realtà quotidiana con un piccolo scorcio di pensiero. Nei suoi racconti, troviamo uno sguardo curioso, affettuoso, comunque interessato nei confronti dei propri compagni di viaggio, che siano persone che parlano, ragazzi che scrivono o che studiano, o la ragazzina che tira fuori il telefono aspettando un certo messaggio che non arriva. Lo si potrebbe definire un ritratto dell’odierno pendolarismo 2.0, che guarda ammirato, ai gruppi di persone, di amici, che prendono il treno insieme quotidianamente. in breve tempo, quello che era un post quotidiano mattutino su Facebook, si è trasformato in un’avventura imprevista: dal 13 aprile 2010, data del primo post, i piccoli racconti sono cresciuti fino ad un numero attuale di quasi cinquecento, con una media di 30000 utenti giornalieri sulla pagina di Facebook.

Il passaparola ha portato il progetto ad un successo davvero inaspettato: ha creato anche una mostra con stampe su tela di una selezione dei suoi migliori racconti. Ciò che però lo ha contraddistinto e lo ha fatto conoscere un po’ in tutta Italia è l’iniziativa del reading pubblico, organizzato in locali scelti, con l’aggiunta di musica e poesia. Leggere dei piccoli racconti con accompagnamenti musicali costituisce un’occasione di trasformare un post pubblicato giornalmente su un social network in una condivisione che, per una volta, esula da Internet e dalla rete e si nutre di contatto umano. Ad accompagnare Fabio in queste occasioni, il musicista Piergiorgio Faraglia e la cantante Alessandra Farisi. “Quello dei TrainDogs, racconti di vita, emozioni, pensieri, riflessioni, attimi vissuti e immortalati su Facebook, è un piccolo fenomeno letterario nato sul social network”, spiega Palombo, “con l'intento di raccontare storie sospese nell'atmosfera del viaggio. Viaggio di cui oggi sono protagonisti gli stessi TrainDogs con gli spettacoli di racconti e musica dal vivo itineranti per l'Italia. Ad oggi, i reading musicali sono andati in scena a Milano, Roma, Napoli, Palermo, Bologna, Cagliari, Piacenza, Bergamo, Pavia, Saronno, Subiaco (RM), Manerba del Garda (BS), Reggio Calabria, Roccella Jonica (RC), Maierato (VV), Orbetello, Salò (BS) e ogni spettacolo è unico: con i suoi brani, la sua musica, il suo pubblico e la sua storia”. A questo proposito, andrà in scena all'interno della stazione di Milano Cadorna, venerdì 31 ottobre alle 18:30, il reading musicale dei TrainDogs. Come spiegato prima, i TrainDogs sono storie di uomini e di donne immaginate e raccontate tra prosa e poesia; Storie di uomini e di donne che da Facebook hanno preso corpo nella vita reale sotto forma di spettacolo itinerante. Dopo 24 tappe in 17 città italiane, che hanno visto avvicendarsi musicisti, cantanti e generi musicali diversi, il reading torna a Milano e per la prima volta avrà come cornice la stazione in cui tutto è cominciato.

L'evento, dal titolo "I treni non si voltano mai indietro", è organizzato da Trenord e vedrà la lettura affidata allo stesso autore e l'accompagnamento musicale ad Alessandro Branca (violoncello), Fulvio Renzi (violino) e Marco Franci (chitarra). La realizzazione dell'evento è stata possibile anche grazie a Ferrovie Nord, che ha messo a disposizione gli spazi della stazione di Milano Cadorna. Lo spettacolo di Cadorna, dove tutto è cominciato, avrà ovviamente un significato speciale: un ritorno alle origini. Un evento davvero emozionante e imperdibile. Impossibile mancare!

Beatrice Spreafico

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