Domenica, Dicembre 17, 2017

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borse mercatiLa seconda settimana borsistica di ottobre si è avviata all’insegna dell’incertezza e del deprezzamento del dollaro.

Il riemergere della tensione geopolitica in Corea del Nord, che disporrebbe di un missile in grado di raggiungere gli USA, ha indebolito infatti il dollaro nei confronti di yen ed euro.

Inoltre il FMI, nel presentare il suo tradizionale World Economic Outlook, ha confermato le stime di crescita relative agli USA e, sia pure con l’avvertenza che la crescita rimane debole in molte economie e che l’inflazione è sotto l’obiettivo in molte economie avanzate, ha rivisto al rialzo la crescita globale, indebolendo ulteriormente il dollaro e rafforzando le Borse asiatiche trainate dalle stime rialziste per Cina (cui il FMI raccomanda il contenimento dell’espansione del Credito per minimizzare il rischio di rallentamento dell’economia e dove l’Indice PMI Servizi è risultato in calo a settembre rispetto ad agosto coerentemente con l’aspettativa del FMI relativa a una crescita Investment-Led) e Giappone.

Peraltro l’euro si è rafforzato nei confronti del dollaro e dello yen anche a causa della convergenza delle posizioni di Madrid e Barcellona verso la permanenza della Catalogna nell’Eurozona, in un clima caratterizzato dall’incertezza politica, i cui toni preoccupano anche il FMI in merito al rischio di un contagio dal mercato obbligazionario della Spagna ad altri Paesi ad alto debito.

In tale contesto, le Borse europee hanno quindi intrapreso un trend contrastato, a causa del rafforzamento dell’euro e della stretta della BCE sui crediti NPL, cercando spunti positivi ne:

· i risultati positivi ma ambigui degli stress test della Bce sui bilanci di fine 2016 dei 110 istituti vigilati volti a misurare il rischio legato ad eventuali aumenti dei tassi d'interesse nei prossimi tre anni senza giudizi sulle singole banche: la normalizzazione della politica monetaria si tradurrebbe infatti per la gran parte delle banche vigilate in un incremento del margine di interesse anche se a livello aggregato ci sarebbe un effetto di decremento del valore del capitale richiedente la ricapitalizzazione di singole banche;

· la produzione industriale e il surplus commerciale della Germania saliti oltre le attese.

Nella Borsa USA l’incertezza è stata invece alimentata dall’attesa per le trimestrali e per i verbali dell’ultima riunione della FED da cui si è avuta conferma dell’intenzione della FED di aumentare gradualmente il costo del denaro anche in mancanza di un aumento dell’inflazione la cui debolezza dipenderebbe da fattori persistenti e non solo da fattori transitori; pertanto la Borsa USA che già scontava tale informazione non ha deviato dal trend settimanale moderatamente rialzista.

Il dollaro ha quindi perso terreno in una fase di incertezza globale ma anche di rilancio della crescita globale in cui gli USA rischierebbero di perdere quote di mercato in mancanza dell’approccio accomodante della FED, che pertanto è causa di un ulteriore indebolimento del dollaro nonostante l’intenzione di aumentare il costo del denaro.

FINEXTREND


QUESTO ARTICOLO NON COSTITUISCE CONSULENZA FINANZIARIA O SOLLECITAZIONE DEL PUBBLICO RISPARMIO

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