Venerdì, Dicembre 15, 2017

corea nord trump kimLa situazione di crisi tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti continua a peggiorare di giorno in giorno. Ieri è stato un susseguirsi di provocazioni e prese di posizione da parte di leader internazionali che ovviamente auspicano di poter scongiurare il pericolo di una guerra nucleare tra i due Paesi, a vantaggio di una soluzione diplomatica che, almeno dai toni sinora usati, pare essere piuttosto lontana.

Il primo a parlare era stato il Segretario alla Difesa americano, Jim Mattis affermando che una guerra con la Corea del Nord sarebbe “catastrofica”. Mattis aveva affermato inoltre che la linea della diplomazia stava producendo alcuni risultati: cosa nella quale sono impegnate tutte le energie degli Stati Uniti. Ciononostante, il Segretario alla Difesa non aveva mancato di precisare che è sotto la sua responsabilità, rendere possibile l’opzione militare “qualora ve ne fosse bisogno”. Le parole di Mattis volevano servire anche a stemperare le ultime dichiarazioni del presidente americano Trump, il quale aveva affermato che la Corea del Nord dovrebbe essere “molto, molto nervosa” nel caso in cui volesse sferrare un attacco agli USA. Trump aveva aggiunto che se la Corea del Nord dovesse proseguire con le sue minacce, su Pyongyang si riverserebbe una pioggia di “fuoco e ira”.

A queste esternazioni aveva reagito la Corea del Nord che, attraverso l’agenzia di stampa KCNA, dichiarava: “Il presidente Trump ci sta portando sull'orlo di una guerra nucleare”, aggiungendo che “il comportamento isterico e imprudente di Trump potrebbe ridurre gli USA in cenere in ogni momento”.

Dal canto suo, Trump non ha accettato le parole del regime nordcoreano e, per molti versi, vanificando quelle di moderazione del suo Segretario alla Difesa, ha twittato: “Le misure militari sono ora state allestite in pieno e pronte a colpire, in caso la Corea del Nord agisse incautamente” ed ha aggiunto: “Speriamo che Kim Jong-un trovi un’altra strada”. A stretto giro sono arrivate le reazioni di Kim: “Spazzeremo via gli USA, vi cancelleremo dalla faccia della terra”.

In questo clima di tensione, si registra la posizione di Mosca e quella di Berlino.

Secondo il Ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, il rischio di uno scontro bellico tra Stati Uniti e Corea del Nord è concreto: “Ritengo che i rischi di un confronto militare siano molto alti, soprattutto tenendo conto di questa retorica, sono state fatte minacce dirette di uso della forza”.

Può quindi non essere un caso la decisione della Russia di rafforzare i sistemi anti-aerei sul versante dell’estremo Oriente del Paese, quello più vicino alla Corea del Nord. A darne notizia, il Senatore Viktor Ozerov, già al vertice della Commissione Sicurezza e Difesa. “Ciò che accade adesso intorno al Paese asiatico – ha dichiarato Ozerov - ci spinge a prendere misure addizionali per proteggere il nostro territorio: le forze aeree e anti-aeree sono state rafforzate”. Va detto però che al momento, non è scattato alcuno stato di allerta.

L’idea dell’opzione militare per risolvere la crisi tra Corea del Nord e Stati Uniti, non entusiasma neanche il Cancelliere tedesco, Angela Merkel che stigmatizza anche il crescendo dei toni tra i due Paesi. “Non vedo la possibilità di una soluzione militare a questo conflitto", ha affermato la Merkel, aggiungendo: “Piuttosto si deve lavorare in modo consistente, come abbiamo visto fare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu” e concludendo: “La Germania parteciperà molto intensamente alle opzioni che non siano di tipo militare”.

Anche il Giappone si sta preparando al peggio, schierando e rendendo operativi i propri missili intercettatori. Il premier giapponese Abe ha affermato: "Farò di tutto, al meglio delle mie abilità, per proteggere la sicurezza e i beni del popolo nipponico".

Antonio Marino

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