Lunedì, Novembre 12, 2018

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sherlock

Quante volte avete dimenticato qualcosa in aereo? Immaginatevi appena usciti dal gate e che d’un tratto non riusciate più a trovare il vostro tablet o le vostre preziose cuffiette: Penserete che quegli oggetti siano, ormai, persi per sempre e a quel punto vi sarete già rassegnati all’idea – sono rimasti sul vostro volo e non avrete più modo di recuperarli.

E invece sembra che Sherlock, un cane investigatore, possa rimediare a questo comunissimo quanto fastidioso problema.

Il nostro detective è un Beagle che si trova nell’aeroporto di Amsterdam, perfettamente addestrato per trovare e riportare gli oggetti lasciati in aereo ai distratti proprietari. Il Beagle ha un olfatto straordinario e, in particolare, Sherlock è formidabile nel suo “lavoro” – Il suo addestratore assicura che ha dovuto seguire rigide norme di addestramento, persino di socializzazione.

Trova qualsiasi oggetto smarrito e, seguendone l’odore, rintraccia i possessori, ormai è diventato il collega più amato dai dipendenti dell’aeroporto, ma non solo.

Si tratta comunque di una trovata davvero geniale da parte di una famosa compagnia aerea ed i loro passeggeri dimostrano tutta la loro gratitudine in un video, reso poi in versione pubblicitaria ancora più divertente, che ha già totalizzato migliaia di visualizzazioni on-line – un succeso senza precedenti.

Sorrisi di gioia, carezze e abbracci verso il curioso animale che corre da un gate all’altro per rintracciare i maldestri passeggeri, davvero un’ottima soluzione contro la disattenzione, ma anche un ottimo lavoro di squadra con le hostess della compagnia. Sherlock deve allenarsi tutti i giorni per poter avere i muscoli sempre pronti a sforzi prolungati, ed essere abituato anche al sovraffollamento dell’aereoporto, crocevia internazionale.

Ora i passeggeri possono stare tranquilli e godersi il viaggio, la ricompensa per Sherlock è una marea di coccole. Il Beagle costituisce una bella alternativa alla faticosa e, spesso, vana attesa allo sportello degli oggetti smarriti.

Elisa Molteni

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