Giovedì, Ottobre 18, 2018

turismo digitale italiaNon si può non affermare come l’Italia non sia una meta che attrae ogni anno flussi di turisti provenienti soprattutto dall’estero: nel 2015, secondo le statistiche della Banca d’Italia, sono stati circa 81,5 milioni, contro i 76,5 milioni del 2011. Rispetto al 2014 l’incremento è stato pari al 4,4 per cento. Nel dettaglio per singola nazione, si riscontra che gli svizzeri sono i turisti stranieri che più prediligono l’Italia (17 per cento del totale dei visitatori stranieri giungono dalla Svizzera), seguiti da francesi e tedeschi (14 per cento).

Il turismo mondiale è un settore in costante fase di sviluppo, con un trend di crescita che ha consentito di superare nel corso degli ultimissimi anni la soglia di un miliardo di viaggiatori; contestualmente, in questi anni, si è affermato il web come luogo d’informazione e d’intermediazione turistica.

Il comparto turistico italiano si trova, invece, in una situazione di stagnazione e decrescente competitività, dovuta alla concomitanza di criticità strutturali, sedimentatesi nel corso dei decenni e mai risolte, di problemi di recessione economica e di fattori congiunturali che sono "esplosi" più recentemente con la crisi, assieme alla radicata incapacità di innovare e di seguire i trend di cambiamento che, grazie alla rivoluzione digitale, stanno radicalmente mutando ed interessando profondamente il panorama complessivo. Tutti questi elementi hanno pesanti implicazioni sul comparto turistico e limitano complessivamente la sua competitività rispetto al contesto interna-zionale in cui il nostro Paese agisce. In primo luogo, si deve segnalare il tema dell'accessibilità: nell'epoca della globalizzazione e dell'annichilimento dei confini geografici, l'Italia è spaccata a metà, una parte "accessibile" perché collegata da infrastrutture aeroportuali, autostradali o dall'alta velocità ferroviaria oltre che connessa a banda larga ed una parte "inaccessibile e chiusa" al turismo perché non esistono i requisiti fondamentali non solo di hardware ma anche di servizio e di segnaletica stradale.

Collegata alla problematica inerente accessibilità c'è la questione Sud: solo il 13% dei turisti si reca, infatti, nel Meridione e quest'ultimo non esprime - pur avendone i requisiti in termini di risorse - la propria naturale vocazione turistica in maniera moderna ed efficiente, vocazione che potrebbe trasformarsi in un volano per tutto il Paese e attrarre investimenti. Guardando, infatti, alle mete preferite dagli stranieri si osserva come il Nord d’Italia sia quella favorita: il 69 per cento degli stranieri ha scelto, nel 2015, il Nord, il 22 per cento il Centro e il 9 per cento il Mezzogiorno. A questo si deve aggiungere il ritardo fortissimo che l'Italia quale “fanalino di coda” mostra nei confronti di quasi tutti i principali competitor rispetto al tema dell'innovazione tecnologica, della cultura e dell'economia digitale: tra le debolezze emerse dall’analisi territoriale, c’è un ritardo nella valorizzazione del patrimonio turistico e culturale italiano tramite l’uso delle tecnologie avanzate.

Nel comparto del travel, in particolare, il cambiamento delle abitudini e dei consumi sta determinando una crescente "indipendenza" del turista: le attitudini ed i comportamenti dei viaggiatori sono sempre più "social" e "digitali". Si vengono a creare nuovi segmenti di clientela che è possibile intercettare solo dotandosi di strumenti tecnologicamente avanzati che permet-tano al turista straniero, di conoscere e l'Italia. Un primo passo potrebbe essere quello di promuovere veri e propri percorsi di viaggio che partano dalle principali attrazioni turistiche italiane e arrivino in luoghi meno conosciuti, e questo anche grazie a siti web in grado di offrire contenuti esclusivi e personalizzati, anche grazie all’utilizzo dei big data.

La recente iniziativa dell’Agenzia Digitale di introdurre delle linee guida “per un design dei servizi della pubblica amministrazione”, avente l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei servizi online offerti dalle diverse amministrazioni, va nella giusta direzione. Siti web concepiti in modo da offrire informazioni nelle lingue dei principali paesi di provenienza dei turisti stranieri, o che curino la modalità di fruizione delle informazioni, anche attraverso i social media, sono condizioni necessarie per consentire ai potenziali visitatori di recarsi in Italia e di godere delle bellezze che il nostro Paese è in grado di offrire.

La strategia di innovazione tecnologica dovrebbe permeare anche settori fondamentali per il turismo italiano come quello dei beni culturali che è caratterizzato da un forte ritardo sui modelli di offerta. Ricerche dimostrano che il PIL "turistico" potrebbe crescere di 4 Miliardi di euro all'anno se si riuscisse ad aumentare la sinergia tra i vari prodotti o eccellenze del nostro Paese. Risulta evidente la sempre maggior centralità di servizi personalizzati, efficaci e competitivi nel turismo: il grande vantaggio sarebbe quello di stimolare sia l'innovazione di prodotto sia una nuova imprenditorialità. Le azioni urgenti riguardano questi ambiti:

* Ecosistema digitale turistico, l'insieme di regole e convenzioni, competenze e professionalità, infrastrutture e sistemi tecnologici che permetteranno di gestire la digitalizzazione e la promo-commercializzazione nazionale,

* Ecosistema Digitale della Cultura per valorizzare il patrimonio culturale italiano e siti d'interesse storico-artistico,

* Brand reputation, ponendo l’attenzione a tutti i livelli ai temi della brand recognition.

Jacqueline Facconti

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