Martedì, Maggio 22, 2018

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Lettura del comportamento: noi chi siamo? Uno strumento per comprenderciCarissimi Amici, carissime Amiche, oggi parliamo di noi stessi.

Chi siamo? Qual è il nostro bisogno primario che desideriamo appagare nel porci in relazione con gli altri? Come ci percepiscono gli altri?

Negli articoli precedenti, tutti disponibili in questa stessa rubrica, ho riferito del bisogno interpersonale primario  che ciascuno di noi ha necessità di appagare ponendosi in relazione con gli altri.

Tale bisogno viene rivelato dal nostro comportamento e dalle nostre caratteristiche personali, comprensibili attraverso il prezioso strumento che è la lettura del comportamento, ovvero il tema del nostro lungo percorso atto a creare armonia nei rapporti interpersonali.

Per amore di comodità, vi ricordo la suddivisione delle personalità in quattro categorie psicosociali abbinate al bisogno interpersonale preponderante. Insisto sull’accezione “preponderante” perché, seppure in forma “secondaria”, tutti necessitiamo di soddisfare le quattro tipologie di bisogni.

Pertanto: “L’Appariscente” necessita di gratificazione; “Il Pragmatico” di risultati; “L’Amicone” di approvazione; “Il Perfezionista” di rassicurazione.

Risulta evidente che, ad esempio, una persona percepibile come “Appariscente”, necessiti comunque di ottenere risultati, approvazione e rassicurazione, tuttavia il suo bisogno preponderante è quello di ottenere riconoscimenti, dunque gratificazione. Lo stesso dicasi per le altre categorie.

E’ da tenere altresì presente che, come mostrato nell’allegato, vi sono categorie allineate ed altre diametralmente opposte: questo significa che, ad esempio, un esponente della categoria “Pragmatico” – il cui bisogno primario è il risultato – difficilmente potrà entrare in sintonia con colui che è appartenente alla categoria diametralmente opposta, ovvero “L’Amicone” – il cui bisogno preponderante è quello di ottenere approvazione. Sono persone all’opposto e, va da sé che anche i loro bisogni interpersonali lo siano; vale a dire che l’ultimo problema di un Pragmatico è quello di essere approvato ed accettato dagli altri, così come per  un “Amicone” – che privilegia i rapporti interpersonali – considera il risultato un aspetto secondario.

Una persona ascrivibile alla categoria “Appariscente” – orientata all’innovazione e desiderosa di ottenere riconoscimenti per il suo successo – potrebbe considerare noioso un “Perfezionista” che, essendo il suo opposto, è motivato in primis dalla rassicurazione e, pertanto, rifugge dall’innovazione.

In subordine ai rapporti – idilliaci - tra persone riconducibili alla stessa tipologia, seguono i rapporti “allineati”, vale a dire “Appariscente”- “Amicone” – “Pragmatico”; “Amicone” – “Perfezionista”.

E’ ovvio che riscontriamo sintonia con chi percepiamo “come noi”, tuttavia, dovendo convivere in una società eterogenea, è necessario comprendere i motivi della distonia per rapportarci agli altri. Per attuare questo concetto, dobbiamo osservare noi stessi e comprendere il nostro bisogno prevalente e, conseguentemente, ricondurci alla nostra categoria psicosociale. Questo ci farà comprendere perché, a volte, constatiamo negli altri comportamenti di rifiuto nei nostri confronti, così come, a nostra volta, manifestiamo fastidio ad altri.

Infine, ribadisco che non esiste la categoria “bella” o “brutta”, bensì solo caratteristiche che ci rendono adatti a ricoprire alcuni ruoli piuttosto che altri. Pertanto, non svalutiamoci se scopriamo di appartenere ad uno stile che “sulla carta” non ci aggrada e, per contro, non vantiamoci se ci rileviamo all’opposto. Ricordiamoci sempre di amare la nostra unicità.

QUI in allegato trovate l’esempio che riassume quanto esplicitato sinora.

Un abbraccio!

 

Daniela Cavallini   

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