Martedì, Maggio 22, 2018

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Lettura del comportamento: la soggettivita’ della rabbiaCarissimi Amici, carissime Amiche, arrabbiarsi succede a tutti, tuttavia ognuno manifesta la rabbia in modo diverso.

Tale diversità è  ascrivibile alle quattro categorie psicosociali delle quali da ben otto settimane vi rivelo vizi e virtù (vedi gli ultimi otto articoli reperibili in questa stessa rubrica).

Come si arrabbia l’Appariscente? L’ultima parola deve essere la sua e poco importa se questo gli costa l’acutizzarsi del conflitto: egli diviene  arrogante, polemico e, soprattutto, declina le proprie responsabilità.

In pratica è più concentrato nel trovare e dimostrare le colpe altrui piuttosto che nella soluzione del problema.

 In antitesi con l’Appariscente è il comportamento del Perfezionista che sfugge il conflitto, fornendo quante più giustificazioni possibili a sua discolpa. Non di rado manifesta atteggiamenti isterici.

 Per quanto riguarda la rabbia del Pragmatico, c’è poco da aggiungere al suo stato di “normalità”: rafforza le sue innate caratteristiche dispotiche.

E quando si arrabbia colui che per definizione è il pacioso Amicone? Beh, ci troviamo di fronte ad una persona che pur di evitare il conflitto diviene accomodante a scapito proprio, dichiarandosi d’accordo senza esserlo.

 Al fine di dirimere le ostilità, apportando costruttività nei diverbi con le quattro tipologie, ricordo che ogni categoria psicosociale ha un intimo bisogno primario da appagare nel relazionarsi con gli altri.

L’Appariscente, che necessita di riconoscimenti, si calmerà nel vedere apprezzata la sua idea o il suo operato, pur ponendo adeguata enfasi su quanto è ritenuto “modificabile”.

L’antitetico Perfezionista, che necessita di rassicurazione ed è motivato dalla quantità di lavoro “che nessuno svolge tanto quanto lui”, diviene più disponibile al dialogo se questi aspetti gli sono riconosciuti come preambolo alla contestazione in essere.

Il bello del Pragmatico è che non essendo sensibile alle parole – neppure a quelle che lo contrariano –, in quanto è prettamente orientato al risultato, possiamo evitare di preoccuparci. “Andare al sodo” è il suo motto ed il suo comportamento – ahimè - resta invariato anche quando è consapevole di ferire l’interlocutore.

Lapalissiano che l’Amicone, ovvero colui che eccelle nei rapporti interpersonali,  non cede lo “scettro della bontà” neppure a fronte di una provocazione. Tuttavia una frase del genere “Tu, che sei una delle persone più sincere ed oneste che conosca, credo possa convenire con me che…” può indurlo ad un consenso non forzato. 

Di seguito trovate lo schema riconducibile ai comportamenti esprimenti rabbia, ascrivibili alla corrispondente categoria psicosociale.

 

CATEGORIE PSICOSOCIALI E MANIFESTAZIONI DI RABBIA

 

Di seguito è riassunta la descrizione dei comportamenti assunti e/o percepibili, dalle quattro tipologie di persone, nell’affrontare momenti di tensione.

 

Appariscente

Amicone

 

sfida

 

 

acconsente per sfuggire al conflitto

 

rischia

 

 

diviene preda di uno stato confusionario

 

 

polemizza

 

 

accomodante a scapito proprio

 

declina le responsabilità

 

 

palesa forzatamente il consenso

 

acutizza citando dati di conflitto

 

 

si dichiara d’accordo senza esserlo

 

giunge al ricatto morale

 

 

 

arrogante

 

 

Pragmatico

Perfezionista

 

esaspera  le sue caratteristiche

 

 

sfugge al conflitto

 

dispotico

 

 

fornisce il maggior numero di informazioni/giustificazioni possibili

 

 

accentratore

 

 

diviene ripetitivo

 

nevrotico

 

 

assume atteggiamenti isterici

 

indisponente

 

 

 

Un abbraccio!

 

Daniela Cavallini 

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