Lunedì, Novembre 12, 2018

uomo al telefono

Tanti anni fa conobbi una ragazza. Erano i tempi dell'adolescenza, in cui le compagnie erano sconfinate e ci si trovava senza appuntamento. E, in quel turbinio di gioventù, non passava giorno senza che qualcuno non presentasse qualcuno a qualcuno. Più o meno con questa dinamica, incontrai lei.

Dopo qualche giorno mi diede il suo numero. Non c'erano ancora i cellulari, quindi mi diede il numero di casa. Dato che nessuno dei due aveva carta e penna, me lo disse a voce, dividendo le otto cifre che lo componevano in quattro coppie. Per aiutarmi a ricordarlo, mi suggerì un trucco. Dato che abitavamo nella stessa zona, le prime due coppie del suo numero erano identiche alle prime due del mio. La terza coppia era data dalla somma delle prime due, mentre la quarta era la metà della terza. Mi disse anche a quali orari chiamarla, di modo che fosse lei direttamente a rispondere e non il padre, che mi avrebbe indubbiamente sottoposto al vaglio di una severissima inquisizione. una sera la chiamai. Mi rispose una voce maschile, troppo giovane per essere quella del padre. Sapevo che non aveva fratelli, ma chiesi ugualmente di lei. Mi fu semplicemente risposto che avevo sbagliato numero. Sarà stata l'emozione, mi dissi.

Circa dieci anni dopo, conobbi un ragazzo della mia età. L'innocenza e la magia dei tempi del liceo erano ormai svanite, ma gli incontri e le nuove conoscenze erano ancora frequenti. La simpatia fu reciproca ed istantanea. Ci scambiammo i numeri. I cellulari erano ormai di uso comune e non erano più necessarie acrobazie di memoria. Per motivi che non riesco a ricordare, mi diede anche il suo numero di casa. Mi sembrò immediatamente familiare, ma qualcosa non tornava.

Quella ragazza e questo ragazzo sono ancora nella mia vita. Lei è la mia migliore amica, a lui ho fatto da testimone di nozze.

Manca ancora un pezzo di storia. Quando telefonai a lei, sbagliai a comporre il numero, questo era chiaro. Avevo invertito le ultime due coppie di numeri. Il numero che avevo inavvertitamente composto corrispondeva a quello di lui. Ecco, perché in quel numero, anni dopo, avevo visto qualcosa di strano. Avevo voluto chiamare lei e invece avevo parlato con lui, anni prima di conoscerlo.

Dal presente, avevo telefonato al futuro. E il futuro mi aveva risposto...

Gigi Bria

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