Martedì, Maggio 22, 2018

nubifragio rossano

Mi è sempre piaciuto pensarmi come un calabrese che la sorte ha fatto nascere e crescere a Milano. Noi siamo diversi dal resto d'Italia, che non vuol dire migliori. Noi non abbiamo il Ponte dei Sospiri, ma abbiamo sospirato spesso.

Noi non abbiamo Piazza della Signoria, ma c'è ancora qualche figlio devoto che si rivolge al genitore chiamandolo "Signoria". Noi non abbiamo San Siro, ma in qualche città si riesce a guardare le partite di pallone comodamente dal balcone di casa. e non siamo neanche come il resto del Sud, quel Mezzogiorno che ogni tanto va a picco mentre il sole è a picco. Noi non abbiamo il Maschio Angioino, né la Reggia di Palermo. Non abbiamo Lecce, né Matera. Però abbiamo mille altre cose, tra cui un mucchio di difetti.

Abbiamo la testa dura come il pane lasciato lì un mese: discutere con un calabrese quando ha torto è un azzardo, figurarsi quando ha ragione. Siamo quelli che nei paesi usano ancora il dialetto, che diventa una lingua sacra quando esce dalle bocche degli anziani, spesso ostica per il forestiero, ma state tranquilli che, se c'è da capirsi, ci si capisce. Siamo quelli del "poi vediamo", incapaci di proiettarsi verso il domani, aggrappati all'oggi, all'istante. ma quell'istante siamo capaci di farlo diventare indimenticabile.

E così, senza volerlo, ci ritroviamo tutto ad un tratto in televisione, sui giornali. Prime pagine e titoloni. Ne avremmo fatto volentieri a meno. noi, inguaribilmente pigri, perenni e invisibili comparse, catapultati sul proscenio in qualità di primi attori, totalmente disorientati. E non poteva che trattarsi di una tragedia. Un nubifragio, la natura che si arrabbia e ci sbatte in faccia chi è che comanda. L’economia turistica di due paesi a venti chilometri dal punto in cui sto scrivendo, seppellita sotto un fiume di melma. Due paesi di una qualche fama. Il primo, Corigliano, noto persino al t9 del cellulare (non provate a compitarlo, fidatevi) diede i natali a Gennaro Gattuso, Campione del Mondo ormai nove anni fa e quindi degno di gloria imperitura. Il secondo, Rossano, potete trovarlo ovunque. Andate in un bar o in un supermercato. Cercate quelle eleganti scatolette metalliche in cui viene venduta la liquirizia. Alcune sono di marca "Amarelli". Guardate, per curiosità, dove vengono prodotte. Troverete scritto "Rossano Calabro".

Oggi sono ammirato dalla dignità della mia gente, abituata a lavorare con le mani e con il cuore e che non avrà paura né di spalare, né di ricostruire, mentre le lacrime si confondono col sudore. Orgoglioso, pur senza merito, di farne parte.

Passerà anche questa…

Gigi Bria

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