Domenica, Agosto 19, 2018

la voce

Come la legge tutela dai ricatti on line – intervista all’avv. M. CardonaCarissimi Amici, carissime Amiche, essere vittime di ricatti può accadere a tutti.

Non è sufficiente pensare di comportarci sempre correttamente, perché la nostra etica è purtroppo solo una parte attiva alla nostra tutela.

Spesso si apprende di video ripresi in tutta allegria ad una festa tra amici, utilizzati successivamente per ricattare colui o colei in posa che pare equivoca. Sì, “pare” perché sempre più spesso l’insospettabile malintenzionato, provvede a comporre fotomontaggi comprensibili solo ad occhi esperti.

Lo stesso rischio lo si corre nell’intimità di coppia e, questo, riguarda soprattutto le donne, spesso vittime di chi prima le ha “amate” e poi le minaccia di divulgazione di quanto avvenuto nell’alcova.

Purtroppo il web è l’ambiente che maggiormente ospita ed amplifica - sino a far divenire virale - quanto citato. Il ricatto non si concretizza solo per fini economici, anzi, molto più spesso viene agito per vendetta, rappresaglia e, fra i più giovani, per mero bullismo.

Personalmente credo che nessuna persona -  o coppia -  debba giustificare la propria sessualità e, per inciso, è impensabile imporsi di “non giocare” per la paura di trovarsi a letto con il nemico. E, comunque, talvolta, foto e video, sono realizzati all’insaputa della vittima stessa: tendenzialmente una persona fragile che subisce il ricatto divulgativo.

Esistono personalità molto sensibili e per questo ricattabili. Donne che non sopportano la vergogna di comparire in foto/filmati osé che, come la cronaca riporta, giungono persino al suicidio.

Cosa può fare una persona ricattata per difendersi? La legge, come tutela la privacy? Come punisce il ricattatore? In caso di divulgazione anonima, è possibile risalire al colpevole?

A queste domande ci risponde l’Avv. Maurizio Cardona – Divorzista e Presidente di DiAction- nuovamente mio ospite, nell’intervista che segue.

Un abbraccio! 

Daniela Cavallini 


COME LA LEGGE TUTELA DAI RICATTI ON LINE – INTERVISTA ALL’AVV. MAURIZIO CARDONA a cura di Daniela Cavallini

Daniela Cavallini:

Bentornato caro Maurizio e grazie per l’immediatezza con cui hai aderito alla mia richiesta d’intervento in merito ad un problema che assilla molte persone - soprattutto Donne – ovvero la minaccia di divulgare in rete (e non solo) foto e/o video erotici che le ritraggono protagoniste. Com’è possibile difendersi da questo genere di ricatto?

Avv. Maurizio Cardona:

Cara Daniela, come sai, la tempestività in un consulto è l’aspetto più efficace per fornire ad una persona – emotivamente provata dal ricatto - tutti gli elementi atti alla sua tutela e difesa oltre ad aiutarla a recuperare lucidità.

Daniela Cavallini:

Quali sono gli “elementi” che hai citato?

Avv. Maurizio Cardona: 

Prima di rispondere a questa domanda, è necessario analizzare la tipologia di ricatto. Il tema è articolato e complesso.

Innanzitutto è necessario distinguere tra i casi di Sex extortion Scams - termine che deriva dall’unione delle parole inglesi “sex” (sesso) ed “extortion” (estorsione) – e le pratiche di Sexting - termine che deriva dall’unione delle parole inglesi “sex” (sesso) e “texting” (pubblicare testo).

La Sex extortion, o ricatto sessuale, consiste nel minacciare di rendere pubbliche le informazioni private di una vittima a meno che questa non paghi dei soldi all’estorsore. Gli autori di queste truffe iniziano a chattare con numerosi utenti in siti specializzati per gli incontri on-line. Una volta che hanno costruito una buona relazione e hanno acquistato informazioni, invitano le vittime a coinvolgersi in attività sessuali online che vengono a loro insaputa videoregistrate. Successivamente i truffatori minacciano le vittime, nell’ipotesi che non versino una certa quantità di denaro, di diffondere i video compromettenti a tutti i loro contatti online.

Tale tipo di ricatto può avere, oltre ad una dimensione domestica in cui vi è un legame di effettiva conoscenza tra autore e vittima, anche una dimensione internazionale; gli estorsori sono quasi sempre localizzati all'estero, principalmente in Africa o Asia. Per quest'ultima tipologia la Polizia Postale e delle

Comunicazioni sta conducendo con regolarità, in collaborazione con Europol ed Interpol, operazioni internazionali nel tentativo di indebolire le potenzialità offensive dei gruppi criminali cui quegli autori fanno capo.

A differenza della sex extortion e delle sue finalità puramente lucrative, si può definire sexting l’invio e/o la ricezione e/o la condivisione di testi, video o immagini sessualmente esplicite/inerenti la sessualità. Spesso sono realizzate con il telefonino, e vengono diffuse attraverso il telefonino stesso (tramite invio di mms o condivisione tramite bluetooth) o attraverso siti, e-mail, chat.

Tale pratica, di per sé non illecita, è sempre più diffusa tra giovani ed adolescenti.

Secondo una recente ricerca realizzata dall’Osservatorio sulle Tendenze e Comportamenti degli Adolescenti, emerge infatti che su 7.000 adolescenti di età tra i 13 e i 18 anni, un adolescente su 10 abbia fatto e condiviso un’immagine o un video a contenuto sessuale. Inoltre il 20% degli adolescenti ha inviato o ricevuto almeno una volta immagini a sfondo sessuale proprie o di conoscenti.

Gli esiti di tale fenomeno che spesso viene vissuto come un “gioco” sono però tutt’altro che desiderati. Spesso infatti tali immagini o video, anche se inviate ad una stretta cerchia di persone, si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi, sia personali che legali, alla persona ritratta. L’invio di foto che ritraggono minorenni al di sotto dei 18 anni in pose sessualmente esplicite configura, ad esempio, il reato di distribuzione di materiale pedopornografico.

In altri casi i ragazzi possono essere costretti a fare sexting dal proprio partner per mantenere viva la loro relazione o possono essere ricattati ed obbligati a condividere foto di loro in pose ammiccanti o addirittura in scatti di nudo perché minacciati da coetanei.

Daniela Cavallini:

Capisco e non riesco a pensare ad altro se non alla tutela oltreché alla difesa…

Avv. Maurizio Cardona:

Ed ora, sì, rispondo alla tua domanda, elencandoti i cosiddetti reati integrabili.

Anche al fine di sensibilizzare maggiormente giovani ed adulti su tale tematica, bisogna cercare di far comprendere sempre più la gravità delle conseguenze di tali azioni, spesso poste in essere infatti in maniera “poco consapevole”, in quanto il web viene spesso visto come una “terra di nessuno”, in cui ogni persona, nascosta dietro ad uno schermo, si sente libera di esprimersi senza alcun vincolo e pensando di non poter esser/o esser difficilmente sanzionata.

Le sanzioni invece ci sono eccome!

In primo luogo, viene violato l’art 167 del codice della privacy, inerente al trattamento illecito di dati personali, condotta posta in essere da chi, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali.

Nei fenomeni presi ora in analisi si possono inoltre delineare altre figure di reato, quali il reato di estorsione, condotta che può esser punita anche con la reclusione fino ad un massimo di dieci anni, nonché quello di diffamazione, comportamento mirante ad offendere e/o screditare la reputazione di una persona e che alla luce del mezzo con il quale viene posto in essere, si configura nel caso di specie nella sua forma aggravata.

Si può parlare altresì del reato previsto all’art. 615 bis c.p., ossia di interferenze illecite nella vita privata, condotta consistente nel procurarsi indebitamente notizie o immagini riguardanti la vita privata attraverso l'utilizzo di apparecchiature visive o audio, di violenza privata (art. 610 c.p.), ossia il comportamento di colui che con violenza o minaccia costringe altri a fare/ tollerare/omettere qualche cosa, di minacce, nonché del reato di pubblicazioni oscene (depenalizzato dal d.lgs. n. 8/2016).

Daniela Cavallini:

Maurizio, ti ringrazio per il preciso elenco, dal quale traggo che le Leggi per difendersi esistono, anche se – purtroppo – la cronaca spesso riferisce applicazioni che mi limito a definire “discutibili”. In ogni caso la tempistica è notoriamente lunga ed il ricattatore ha molto tempo a disposizione per danneggiare in ogni senso la vittima prima della condanna.

Nel frattempo, dunque, il vero condannato è la vittima dei citati danni. Quali consigli ritieni di diffondere alle vittime per “gestire” colui che le ricatta?

Avv. Maurizio Cardona:

Il fenomeno del ricatto via web è sempre più in crescita, pertanto bisogna riflettere approfonditamente prima di intraprendere una relazione virtuale, dal momento che non possiamo conoscere il nostro interlocutore e le sue reali intenzioni.

Anche nei rapporti di coppia, pratiche come il sexting possono rivelarsi pericolose e pertanto sconsigliate.

Le regole consigliate dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel caso in cui si sia rimasti vittime del reato di sex extortion possono tuttavia aiutarci ad arginare e contrastare tempestivamente tale fenomeno: innanzitutto, mai pagare la somma richiesta. Dopo il primo pagamento, infatti, seguono altre richieste, via via, più esose. Bisogna inoltre bloccare subito il contatto, sia sulla piattaforma social che sulla videochat, ed inoltrare immediatamente la richiesta di rimozione del video ai gestori della piattaforma sulla quale il video è stato postato. Infine appare necessario sporgere subito denuncia.

Anche in caso di sexting, i metodi per difendersi e contrastare la diffusione delle immagini acquisite sono analoghi all’ipotesi di sex extortion: si deve infatti sempre identificare gli indirizzi di pubblicazione dei contenuti e passare in rassegna i gestori delle piattaforme, passaggio essenziale in quanto difficilmente viene fatto dalle autorità, e così facendo permette di ridurre i tempi di intervento. Inoltre di fronte ad una segnalazione della Url le piattaforme hanno tutto l’interesse a procedere con la rimozione dei contenuti per evitare problemi.

Contemporaneamente, è consigliato rivolgersi al Garante per la privacy, anche perché in un primo momento la norma di riferimento è il Codice per la privacy (Trattamento illecito di dati personali, l’art. 167 del codice privacy). I riferimenti per il ricorso all’Authority sono disponibili online, come online si può avviare l’iter di denuncia alla Polizia.

Al fine di contrastare i fenomeni sopracitati, è inoltre interessante notare come sia da pochi mesi nato a livello nazionale un innovativo e più diretto strumento di conoscenza e di prevenzione dei reati informatici, l’Osservatorio Cyber Crime Sardegna.

L’Osservatorio Cybercrime ha il compito di prevenire e contrastare tutte le forme di trasgressione che si possono manifestare sul web come la navigazione online a rischio, il cyberbullismo, il sexting e l’adescamento online. L’Osservatorio riceve infatti segnalazioni, fornisce indicazioni psicologiche, pedagogiche e giuridiche, lavora per risolvere le problematiche presenti sul web.

Offre, inoltre, consulenza per inoltrare al Garante della Privacy e ai gestori dei siti internet l’istanza per la rimozione di contenuti offensivi presenti sul web. L’equipe fornisce infatti a studenti, genitori, docenti e operatori socio sanitari consulenza specialistica gratuita nei casi di insulti, offese, diffamazioni, cyberbullismo, sexting, revenge porn (la “vendetta pornografica”, ossia la condivisione di immagini pornografiche dell’ex partner dopo essere stati lasciati o traditi), sex extortion, adescamento online, diffusione illecita di dati personali e sensibili e altre gravi problematiche online.

Proprio in relazione alla “vendetta pornografica” sopracitata, la stessa associazione DiAction ha ricevuto numerose segnalazioni a riguardo (sintomo che il fenomeno si sta realmente diffondendo sempre più in maniera esponenziale) ed è intervenuta sia in prima persona nella tutela diretta dei soggetti coinvolti, che cercando di fornire strumenti di prevenzione e sensibilizzazione in relazione a tali tematiche. 

E' infatti proprio creando una maggior consapevolezza sulle insidie nascoste nel web, nonché sul corretto utilizzo dello stesso, che questi fenomeni possono esser sempre più arginati e contrastati.

Daniela Cavallini:

Maurizio, come sempre sei stato prezioso. Grazie!

 

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