Domenica, Agosto 19, 2018

la voce

La pochezza della maldicenzaCarissimi Amici, carissime Amiche, il tema di oggi - la maldicenza - è antico quanto il mondo e, purtroppo, se nella forma  si differenzia coerentemente con la classe sociale di appartenenza, nella sostanza è stata ed è praticata dalla maggior parte degli esseri umani.


Qualche esempio?

Chi non ha udito pettegolezzi su Tizia che pur avendo un buon marito, lo tradisce con Caio, cui segue dovizia di particolari - spiati! - in merito al supposto tradimento? Chi non conosce colei che sorveglia le abitudini dei condomini da dietro la tenda, infarcendole di supposizioni e giudizi personali, contrabbandati come realtà?

 
Se la lista degli esempi potrebbe proseguire - oso dire all'infinito -, e' altrettanto vero che esiste chi pettegola - o peggio calunnia - perché qualcuno è disposto ad ascoltare ed ad alimentare la ciancia. E, questo, e' inconfutabile: oggi come "allora", de visu e, in tempi più recenti anche virtualmente.


Tutti coloro che riferiscono come "verità assolute" le manchevolezze altrui, guarda caso, sono i primi a peccare della peggiore scorrettezza: giudicare il prossimo!


Nessuno è avulso dalla propria visione relativa ai fatti che lo circondano e, pertanto, è ovvio avere opinioni personali in merito, ma questo è ben diverso dall'additare il presunto operato altrui. Si', presunto, perché - oggettivamente - nessuno può conoscere l'intimo di un'altra persona.


Esistono fatti gravi, commessi da alcuni ai danni di altri – che non sempre la Legge punisce in concerto con le nostre aspettative - ed e' ahinoi indubbio che, quando e se necessario, questi debbano essere palesati, ma in sedi e modi opportuni e, soprattutto, con finalità costruttive.

 

"Tutto il resto" non è solo “noia”, bensì diffamazione, agita nei termini più volgari dell'accezione.


Un abbraccio!



Daniela Cavallini

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