Mercoledì, Ottobre 17, 2018

la voce

Gratificare per ottenereCarissimi Amici, carissime Amiche, molto spesso lamentiamo di non ottenere l'aiuto di cui necessitiamo, seppure esplicitamente richiesto, ottenendo come risposta - in parole e/o fatti - la sgradevolezza del rifiuto.

È un problema che riguarda soprattutto noi donne, sia perché spesso sovraccaricate da incombenze familiari oltre a quelle lavorative, sia perché, nella lamentela, appaghiamo la nostra emotività riscontrando piacere nello sfogo. Infine,  non è del tutto escludibile una vena masochistica che, generatrice di autocompiacimento, incontra l'apoteosi nell'appalesarsi della mitica espressione "se non ci fossi tu!".

Il pericolo è che la frustrazione, così come la ribellione, prendano il sopravvento e si manifestino  in comportamenti ostili verso chi nega la propria collaborazione; forse non sempre si fronteggiano degli scansafatiche, e' possibile - o anche probabile - che l'indisponibilita' ad adempiere un compito familiare o di altro genere, sia dovuta ad esempio ad un sovraccarico di responsabilità professionali.

Certamente esistono soggetti indisponibili e persino ingrati, talvolta riscontrabili all'interno della propria famiglia, tuttavia, l'obiettivo di oggi è comprendere come, adeguando il nostro modo di esprimerci - dunque di chiedere - possiamo tentare di ottenere riscontri più auspicabili.

Innanzitutto, mai chiedere qualcosa a qualcuno quando siamo condizionati da uno stato d'animo ostile verso quella persona.

Un esempio classico e' riscontrabile nella moglie che recrimina la mancanza d'aiuto da parte del marito: "ma che te lo chiedo a fare? Tanto non fai mai niente per me", "quando mi serve una mano, tu non ci sei mai", "mi hai preso per la tua serva", "vedi almeno domani di aiutarmi a fare la spesa, perché non sono un mulo", ecc.

Le citate frasi sono divenute talmente comuni da essere oggetto di ilarità persino nelle barzellette atte a deridere una moglie arcigna e petulante. Un ruolo decisamente mortificante e per nulla attraente.

Tuttavia, quello della moglie, e' il ruolo più discusso, ma non certo l'unico.

Che dire dell'anziana mamma che si lagna "tanto tu non vieni mai a trovarmi", della fidanzata che accusa "non ci vediamo da due giorni e stasera mi dai forfait per uscire con i tuoi amici" e dell'insegnante che mortifica l'allievo "tanto tu sei il solito negligente che non studia"...

Tuttavia, per quanto possiamo essere - a torto o ragione - indignate, e' bene considerare che difficilmente e' possibile stimolare qualcuno, soprattutto se lavativo, ad essere collaborativo "attaccandolo".

Non ci resta che cambiare strategia, bandendo dal nostro tono - più ancora che nelle parole -  la dietrologia del rimprovero,  imprimendo gratificazione nelle nostre richieste.

E questa regola è valida in ogni caso: la moglie che con un dolce sorriso chiede aiuto al marito sottolineando quanto sarebbe sollevata se lui provvedesse a fare la spesa, ha molte più possibilità di vedersi accontentata. E, qui, e' d'obbligo un inciso: un uomo si prodiga quando e' apprezzato dalla compagna, in caso contrario, si chiude per difesa.

Certo, qualcuna può obiettare che lui ha il dovere contribuire al ménage familiare e rifiutare la profusione di tanta diplomazia: condivisibile, ma il rischio di non ottenere nulla oltreché di alimentare malumori, induttivi di distanza emotiva, e' molto alto. Come si dice..."vuoi essere felice o vuoi avere ragione?"

Il criterio, dicevo, e' applicabile ad ogni situazione, pertanto, credo che se la mamma dicesse al figlio "sono così felice quando vieni a trovarmi", la fidanzata "ok, divertiti con i tuoi amici" e l'insegnante esprimesse stima nelle elevate possibilità dello studente "sei in grado di raggiungere risultati eccellenti e, per questo, dobbiamo trovare insieme l'adeguata modalità", riscontrerebbero inaspettati risultati. Altro inciso: un uomo, quando si sente libero, è grato alla compagna ed è allettato dall’offrirle una sorta di risarcimento per la bellezza del suo gesto. Esperienza personale...docet!!

Naturalmente la gratificazione costituisce un elevatissimo fattore motivazionale anche per noi donne e, pertanto valgono gli stessi principi, ma gli uomini tendono ad una comunicazione più pragmatica.

 Nel salutarvi, vi rammento Il noto adagio "si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile d'aceto".

Un abbraccio!


Daniela Cavallini

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