Venerdì, Ottobre 20, 2017

no RosatellumIl Rosatellum supera i primi due scogli: con 308 a favore, 81 i contrari e 8 gli astenuti, la Camera ha infatti confermato le prime due fiducie ( per l’articolo 1 e l’articolo 2) al governo. Oggi si terranno invece, le dichiarazioni di voto sulla terza ed ultima fiducia, quella posta sull'articolo 3 del testo. La votazione avrà inizio alle 11 e poi l'Assemblea di Montecitorio esaminerà i restanti due articoli, per passare agli ordini del giorno e alle dichiarazioni di voto finali.

Al termine di queste due prime votazioni, il Pd si fa i conti in tasca: sulla carta ci sono stati circa 420 voti a favore, dunque il numero di chi ha votato contro si aggirerebbe sul centinaio. Non pochissimi e soprattutto – essendo stato un solo voto - più facilmente identificabili. Come annunciato, sia Lega sia Forza Italia hanno ribadito che non voteranno la fiducia ma daranno il loro sostegno al provvedimento.

In aula non è volata una mosca ieri, ma molto probabilmente questo silenzio che si poteva tagliare con il coltello è stato dato dal fatto gli oppositori del Rosatellum bis hanno deciso di spostare la protesta altrove: nelle piazze. E infatti, fuori dall'Aula le opposizioni hanno protestano animatamente: "La melma del Paese non torni in alto", ha detto Grillo e D'Alema ha attaccato: "Legge inaccettabile, la dirigenza del Pd logora la democrazia". In piazza Montecitorio e al Pantheon M5s, Sinistra italiana ed Mdp hanno manifestato il proprio scollamento dalla maggioranza che sostiene il governo.

Luigi Di Maio, ha annunciato una "veglia per la democrazia in piazza".Se il Rosatellum dovesse superare la prova del voto finale segreto, il M5s e Beppe Grillo, hanno promesso di replicare la mobilitazione al Senato. Massimo D'Alema, dal canto suo, ha commentato dicendo che "Gentiloni è più mite del suo predecessore ma politicamente dipende da Renzi". Mentre Pier Luigi Bersani ha ricordato a Forza Italia che con lo stesso risultato, nel 2011 iniziò la fine del governo Berlusconi nel 2011. Alfredo D'Attorre, invece, ha parlato di "distanze incolmabili" ormai non più soltanto sui temi economici. E rivolto a Paolo Gentiloni ha detto di "aver perso la faccia" chiedendo la fiducia sulla legge elettorale, insinuando che Matteo Renzi lo abbia fatto apposta per intaccare il curriculum del premier.

Matteo Renzi, però, ha risponsto a tono alle accuse: “La fiducia può essere discutibile, ma non c'è stato alcun colpo di mano, non è un colpo di Stato ed è assurdo parlare di fascismo, bisognerebbe ricordare che la usò anche Alcide de Gasperi". Ciò che ha lasciato basiti e preoccupati, è il fatto che una condanna contro la legge elettorale, arriva non solo dalle opposizioni in ribellione ma dall'ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Napolitano, infatti, ha annunciato di essere molto perplesso riguardo a questa votazione e che ha intenzione di prendere la parola in Senato quando il Rosatellum arriverà.

L’ex Capo dello Stato ha spiegato che la sua intenzione vuole “mettere in luce l'ambito pesantemente costretto in cui qualsiasi deputato oggi, o senatore domani, può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più significativi e delicati". Non resta che aspettare la fine della giornata di oggi, per scoprire le sorti del Rosatellum e di come tutto il mondo politico reagirà di fronte alla decisione che verrà presa.

 

Beatrice Spreafico

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