Martedì, Dicembre 11, 2018

m5sSono ore di forte tensione nel Movimento Cinquestelle i cui vertici sono impegnati nelle verifiche sulla restituzione volontaria relativa ai rimborsi. Il problema non riguarderebbe solo i parlamentari nazionali ma anche quelli europei ed alcuni consiglieri. Secondo quanto ammesso dal Movimento, “mancano più soldi di quanto affermato dalla stampa”.

I pentastellati si sono quindi rivolti al Ministero dell’Economia per poter ottenere un accesso agli atti finalizzato ad entrare in possesso dell’elenco di coloro i quali hanno eseguito i versamenti ed il loro totale degli ultimi cinque anni. I dirigenti del Movimento hanno garantito misure disciplinari per chi non risulterà in regola, in base a quanto scritto sul sito tirendiconto.it.

La possibilità che il ‘buco’ possa superare il milione di euro, non è così improbabile. Partendo dalla differenza pari a 226mila euro che intercorrono tra le rendicontazioni rese pubbliche dal M5s e quanto corrisposto al Fondo per il microcredito istituito dal Ministero dello Sviluppo, va aggiunto quanto dovuto dai parlamentari europei, cosa che porta la quota ad 851mila euro. Bisogna tener conto anche di quanto pervenuto dalle Regioni, per il quale però manca la certezza: potrebbe essere di oltre 500mila euro. Di conseguenza, si sforerebbe il tetto del milione di euro.

Il. candidato premier del Movimento Cinquestelle, Luigi Di Maio è furibondo: “Non permetteremo a nessuno di inficiare il nome del M5s. Le mele marce le trovo e metto fuori”, ha affermato l’esponente del Movimento. Di Maio ha aggiunto: “Io non conosco i nomi ma sia chiara una cosa le mele marce ci sono ovunque. Da noi vanno fuori negli altri partiti li fanno ministri”. Di Maio ora attende solo il resoconto del Ministero dell’Economia per avere un quadro completo della situazione.

Non è meno furente Alessandro Di Battista che, parlando ieri sera ai microfoni di R101 ha affermato: “Solo noi restituiamo metà dello stipendio. Se qualcuno ha dichiarato il falso, pur non commettendo alcun reato, deve andare via”. Di Battista ha proseguito: “Non accettiamo nessuna lezione morale dalle sanguisughe che non si sono mai tagliate un euro. L’intransigenza, prima di predicarla altrove bisogna praticarla internamente, quindi se ci sono parlamentari nostri che hanno commesso un errore del genere, non possono continuare a fare parte del Movimento”. “Io non mi lamento per il servizio che hanno fatto Le Iene. Mi aspetto però che Le Iene pubblichino un servizio sugli scontrini di Renzi, di quando era presidente della Provincia perché quel servizio non lo pubblicarono”. “Oggi quantomeno con questa polemica tutti quanti certificano il fatto che i parlamentari 5 stelle hanno restituito oltre 23 milioni di euro che sono finiti in un fondo per le piccole e medie imprese”, ha concluso Di Battista.

E prima di essere investito dall'ira dei vertici del Movimento, il Senatore Maurizio Buccarella si è autosospeso. In un post pubblicato ieri sera sul suo profilo Facebook, Buccarella ha annunciato: "Mi considero autosospeso dal M5s per tutelare anche la mia serenità personale e familiare. Ho appena inviato all'assistenza di Tirendiconto i bonifici esitati degli ultimi tre mesi del 2017 (tot.12.292,75 euro), finora pubblicati sul sito in forma di mero ordine di disposizione. Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza, però: avevo revocato i due bonifici".

Antonio Marino

comments

CULTURA

RICETTE

MISTERI

FASHION