Venerdì, Novembre 16, 2018

Berlusconi a ConfcommercioNella mattinata di ieri, la Confcommercio ha dato il via ad un ciclo di incontri con i vari esponenti politici per le elezioni del 4 Marzo. Il primo a prendere parola è stato il centrodestra con Silvio Berlusconi. Durante il suo lungo intervento, il leader di Forza Italia ha annunciato la disponibilità di Carlo Cottarelli alla guida di un ministero per la spending review. "L'ho sentito ieri e si è dichiarato disponibile - ha spiegato Berlusconi -. Sarà nella nostra squadra di governo". Cottarelli ha però precisato di non aver mai dato la propria disponibilità a nessun schieramento a partecipare in qualunque forma a un futuro governo: "Ringrazio i partiti e i movimenti che mi hanno contattato in proposito, tuttavia la partecipazione ad un'attività di governo richiede la condivisione dei programmi concreti sulle cose da fare. Tale condivisione non può avvenire che dopo le elezioni. Credo che ogni cittadino debba sentirsi onorato di servire il Paese contribuendo all'attività di governo. Al momento continuo a svolgere il mio ruolo di visiting professor alla Bocconi e di direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici. In questa veste continuerò a commentare in modo imparziale il dibattito sui conti pubblici".

Berlusconi ha proseguito parlando del proprio percorso politico e del suo partito: “Quando sono sceso in politica avevo immaginato che me ne avrebbero fatte tante, ma ne hanno fatte molto di più. Ho avuto una sola condanna criminale, che tra l’altro non è da crederci e fatta per escludermi dalla politica e rendermi incandidabile – ha dichiarato il leader di Forza Italia – Io sono stato abituato a resistere, a tutte le infamie, tutte le falsità come il bunga bunga, per fortuna ora si inizia a capire che erano tutte balle. Ho mantenuto un rapporto di grande fiducia con gli italiani e sono ancora il leader in testa”. Berlusconi ha quindi sottolineato come abbia riannodato i rapporti con il centrodestra: “abbiamo un programma molto preciso e completo sui cui hanno messo la firma gli alleati: è logico avere su singole questioni idee diverse, altrimenti saremmo un partito unico. Ne discuteremo e io farò valere quello che so e il prestigio e sono sicuro che farò passare una posizione che sia la mia o quasi la mia".

Per quanto riguarda il programma, tra le proposte avanzate sono presenti la riduzione delle aliquote dell’irpef, la modifica del Jobs Act e la legittima difesa, sulla quale Berlusconi ha criticato le misure attualmente previste: “La legittima difesa va cambiata per garantire l'incolumità di chi viene offeso e seguendo il principio secondo il quale puoi rispondere come vuoi. Non è invece nei punti di programma del centrodestra la questione della leva militare: "E' logico avere su singole questioni idee diverse, altrimenti saremmo un partito unico e non una coalizione. Quando si presenterà il problema lo affronteremo attorno a un tavolo e io farò valere le mie capacità su questo argomento", ha spiegato.

Poi uno spazio dedicato ai suoi avversari: Berlusconi ha in un primo momento parlato di Renzi ricordando che “è sceso al 20% e qualcosa e non ha alcuna possibilità di portare voti al suo partito, un treno da cui tutti stanno discendendo. Alcuni hanno fatto un partito con questo Grasso, altri si stanno guardando altrove. Il Pd è uscito da competizione ma non è solo colpa di Renzi, accade anche in Europa”. In un secondo momento, si è invece concentrato sul M5S, dove ha usato toni decisamente più duri: “il M5S mostra una incapacità assoluta di governare e se pensiamo a Di Maio presidente del Consiglio è una barzelletta: non ha mai fatto nulla e non si può pensare che sia lui a prendere le redini. Ci deve essere un altro dietro e abbiamo ragione di ritenere che sia uno dei magistrati più spinti e che quindi se i 5S vincessero sarà "il nostro presidente del Consiglio”. Poi ha commentato con sarcasmo: "Se di Maio diventa presidente manderò una cartolina da un posto lontano come molti altri italiani".

Infine un appunto sulla posizione dei pentastellati: “Sono sceso in campo per impedire che vincano. Noi come centrodestra siamo di fronte al M5S. Non è un movimento politico, non è un partito democratico è una setta che prende ordini da un vecchio capo di Genova e un altro socio, e oggi c’è il figlio. Hanno come regola di comportamento l’opportunità politica e poi sono tutte persone che non hanno saputo fare niente per sé e per la propria famiglia, non hanno mai lavorato, tutto dettato dall'invidia sociale verso tutti quelli che sono ricchi".

Beatrice Spreafico

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