Lunedì, Maggio 21, 2018

Maurizio Martina - PdMatteo Renzi non è più il segretario del Pd. Si chiude così il capitolo renziano e se ne apre un nuovo. Ora infatti, almeno in via momentanea, il compito di guidare il Nazareno spetterà al vicesegretario e attuale ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, chiamato ad assumere il comando ad interim anche se non è detto ne diventi il nuovo leader: solo ad aprile, si saprà se verrà confermato o meno alla guida del partito.  Martina sostiene la necessità della collegialità: “la segreteria si presenta dimissionaria. Ma io credo sia importante che continui a lavorare insieme a me in queste settimane che ci separano dall'Assemblea. Con il vostro contributo cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarà chiamato". Martina ha dunque un obiettivo ben preciso: “l'Assemblea nazionale di aprile anziché avviare il congresso e le primarie dovrebbe dar vita a una Commissione di progetto per una fase costituente e riorganizzativa”.

Il vicesegretario Dem ha poi spiegato il come: "Lo farò con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso. Chiedo unità. Consapevoli che fuori di qui c'è un'intera comunità che ci guarda, ci ascolta e ci chiede di essere all'altezza della situazione". Martina ha dunque un obiettivo ben preciso:  Commentando le elezioni appena passate, Martina ha detto: "Non cerchiamo scorciatoie o capri espiatori a una sconfitta netta e inequivocabile che ci riguarda tutti, ciascuno per la propria responsabilità, e da cui tutti dobbiamo imparare molto". "La nostra sconfitta è stata netta – ha quindi sottolineato il vicesegretario - Intendiamo rispettare profondamente il voto di tutti gli italiani e saremo coerenti con gli esiti del 4 marzo. Ora tocca a chi ha ricevuto maggior consenso l'onore e l'onere del governo del Paese". Poi un ‘avvertimento’: "Noi continueremo a servire i cittadini, dall'opposizione, dal ruolo di minoranza parlamentare".

Di fondamentale importanza per Martina è ritornare ad ritornare a essere un partito popolare e per fare questo bisogna ripartire dal basso: "abbiamo seimila circoli, realizziamo seimila assemblee aperte tra venerdì, sabato e domenica. Io inizierò dal circolo Pd di Fuorigrotta a Napoli", ha spiegato, precisando: "Ripartiamo con umiltà e unità. Solo noi possiamo essere l'alternativa popolare ai populisti. In ballo non ci sono i destini personali, ma la prospettiva e il futuro della sinistra italiana ed europea. Mettiamo in prima fila la nostra comunità e lasciamo in ultima fila le correnti. Proviamo tutti a fare qualche intervista in meno e qualche assemblea in più. Apriamo subito le nostre sezioni, ascoltiamo iscritti ed elettori, chiamiamoli a raccolta, riflettiamo con loro. Ripartiamo dal basso e dal nostro popolo".

Dopo il discorso di Martina, i vari esponenti politici hanno commentato il suo intervento, primo tra tutti Graziano Delrio, che - intervenendo in direzione nazionale del Pd – ha detto: - "Grazie a Maurizio Martina per la sua analisi franca e seria. Per ripartire abbiamo bisogno di analisi rigorose come questa". Delrio ha anche aggiunto: "Abbiamo ricevuto una cartolina netta, chiara, dagli elettori. Noi staremo dove ci hanno messo gli elettori: all'opposizione". “Un’opposizione che deve essere “seria, responsabile, costruttiva", ha dichiarato per poi affermare: "Quando il Paese si renderà conto che le promesse saranno irrealizzabili, gli elettori chiederanno conto".

Di diverso avviso, Andrea Orlando che ha chiesto le dimissioni della segreteria: "Non guardateci male se chiediamo qualche garanzia. L'ultima direzione ha creato un vulnus nei rapporti", ha affermato. Il deputato della minoranza ha sottolineato come "la collegialità è essenziale anche se non è una concessione ma un'assunzione di responsabilità”. Ciò che non capisce Orlando è “il residuo di classe dirigente precedente”, spiegando: “non perché parte di quelli o tutti non possano far parte di un percorso collegiale ma forse per far parte di una fase nuova questa evoluzione sarebbe necessaria". Poi è stato il turno della stoccata di Gianni Cuperlo, deputato della minoranza del Pd: "La responsabilità intera non va scaricata sul segretario, coinvolge una classe dirigente e ha radici che vengono da lontano ma se vogliamo affrontare ciò che ci dice il popolo italiano serve un cambio di linea e non l'ho riscontrato", ha commentato.

Beatrice Spreafico

comments

CULTURA

RICETTE

MISTERI

FASHION