Venerdì, Giugno 22, 2018

martinaIntervenendo ad un'iniziativa organizzata ieri da Sinistradem al Nazareno, il reggente del Partito Democratico, Maurizio Martina è tornato a parlare dei temi di attualità politica post-elettorale.

Prima di Martina è intervenuto Gianni Cuperlo che ha spiegato le cause della sconfitta del Partito Democratico alle elezioni, definendola  "la più grave della breve storia del nostro partito". Cuperlo si è detto convinto che il PD ha perso per "aver rotto il nostro campo" e per"il renzismo" al quale gli elettori hanno detto 'no'. L'esponente Dem ha affermato che "il ricambio di una linea e di una leadership sono la risposta che bisogna dare agli elettori. Il mio problema non è Matteo Renzi, a lui ho espresso solidarietà sul piano umano. Ma con la stessa chiarezza dico che bisogna superare il renzismo, quel metodo. Io per primo ho riconosciuto che il renzismo è stato un disegno politico, una strategia che puntava ad immaginare una fase nuova per lo sviluppo del Paese ma il 4 marzo ha detto che quel disegno è stato sconfitto ed è qui il limite di fondo di alcune reazioni, nel rimuovere ancora di più la realtà per come si è manifestata. Quel disegno non ha convinto una parte larghissima degli elettori".

Le parole di Cuperlo sono state colte da Martina il quale ha affermato: "Sono d'accordo con Cuperlo: il 4 marzo ci ha consegnato l'opposizione ma guai all'Aventino" ed ha proseguito:  "Anche io penso che un governo M5s-Lega sia pericoloso per il Paese. Non ci tireremo indietro dal confronto e non aspetteremo che siano solo le forze che hanno vinto a fare le loro mosse. Noi cercheremo di organizzare l'alternativa con un lavoro di centrosinistra aperto e plurale".

Il reggente del PD ritiene che la ricostruzione del Partito debba partire da una "leadership collegiale", tornando così ad essere "una comunità di destino". Martina dice 'no' ai "vecchi schemi blairismo e socialdemocrazia, serve una nuova ricerca di pensiero. Il bisogno di protezione non è un tema che possiamo regalare alla Destra, la paura - ha sottolineato Martina - non è un tema che possiamo regalare alla Destra". Ed ha aggiunto: "Non basta dire 'siamo l'alternativa ai populisti', perché così descrivo loro ma non riesco ad avanzare una proposta. Se ci serve una visione del mondo, ci serve un partito. Il PD con tutti i suoi limiti è ancora una delle sperimentazioni più avanzare in Europa".

Martina è convinto che bisogna cambiare il Partito Democratico. Serve "dare una scossa, a ogni livello, a ogni ambito. Provare ad aprire: serve un lavoro di riorganizzazione prima che operativa clamoroso. Non basto a me stesso: chiedo una mano. Se ne può uscire con una leadership collettiva e una idea di comunità nuova".

All'iniziativa di Sinistradem ha partecipato anche il Ministro dello Sviluppo Economico e neo-tesserato del PD, Carlo Calenda. Il Ministro ha dichiarato: "Non possiamo iniziare una giaculatoria per mesi sulla sconfitta: deve esserci un termine breve per ragionare sulla sconfitta e un termine lungo per ragionare sul futuro. Possiamo rimetterci solo in cammino con l'umiltà". Calenda ha poi aggiunto: "Ricette facili non le abbiamo: dobbiamo agire con pragmatismo e serietà senza dire che i problemi sono alle nostre spalle perché ce li abbiamo per tre quarti davanti".

Antonio Marino

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