Giovedì, Febbraio 22, 2018

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scottish lightCare amiche e cari amici de La Voce, ci siamo salutati la settimana scorsa anticipandovi che vi avrei condotto in un Paese dove la birra è un’istituzione. Siamo infatti in Scozia, dove ci tratterremo per qualche settimana a degustare le tipologie birrarie locali. Vorrò cominciare questo percorso parlandovi della Scottish Light.

La Scottish Light affonda le sue radici nella Scozia del 1700. Il suo equilibrio tra maltato e luppolato, consegna un prodotto assolutamente gradevole e dalla bassissima gradazione alcolica. Andiamo a conoscerla meglio in base alle sue caratteristiche peculiari.

 

SCOTTISH LIGHT

Fermentazione: alta
Classificazione legale: light
Classificazione commerciale: Specialità
Storia: inizi Settecento – la birra in Scozia si produce da 5.000 anni. Documenti provano che gli abitanti della Caledonia erano abili produttori di birra. Nel corso del 18° Secolo nacquero le seguenti birrerie: William Younger ad Edimburgo; Robert & Hugh Tennent a Glasgow; George Younger ad Alloa; Dudgeon & Company Belhaven a Dunbar. L’obiettivo era quello di rivaleggiare con i grossi produttori di tutto il mondo.
Ingredienti: acqua tipo Edimburgo. Malti chiari, ambrati e cristalli. Luppoli inglesi. Lievito alta.
Note: il carattere varia da secco a granuloso ed il luppolo equilibra il maltato.
Aspetto: da chiaro ramato a marrone scuro. Poca schiuma.
Area olfattiva prevalente: profumi di savoiardi o biscotti inglesi. Sentori di floreale e agrumato.
Area gustativa prevalente: prevale il maltato. Chiusura secca e granulosa.
Grado alcolico: da 2,5 a 3,2
Temperatura di servizio: da 6 a 8° C

La prossima settimana andremo a conoscere un’altra delle tipologie scozzesi che sono certo non vi lascerà delusi.

A presto e... salute!

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